Corriere della Sera, 13 giugno 2017
Ballottaggio a Verona. Con Lady Tosi si schiera anche il Pd
MILANO Sempre più avvincente. A Verona, dopo che Patrizia Bisinella, senatrice ex leghista e «morosa» del sindaco uscente Flavio Tosi, è arrivata al ballottaggio superando la candidata del Pd Orietta Salemi, la sfida si fa serrata. E non soltanto perché Tosi ieri ha fatto promessa solenne: «Se la mia fidanzata diventerà sindaco di Verona nuoterò per 10 chilometri nell’Adige. Se le cose vanno bene lo farò entro luglio». Lui, per la cronaca, farà un passo indietro per stabilità domestica: «Andrò in Consiglio comunale perché se entrassi a far parte della giunta litigheremmo».
Resta il fatto che i giochi intorno all’Arena sono apertissimi. Il vincitore del primo turno è il civico Federico Sboarina, sostenuto da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. E dunque il match è tutto interno all’interno del centrodestra. A prima vista. Perché il responsabile enti locali del Partito democratico, Matteo Ricci, ieri ha fatto pubblica apertura di credito proprio a Bisinella: «Inviteremo al voto utile contro la Lega e il centrodestra e a favore delle posizioni civiche più vicine al Pd». Senza dimenticare che Bisinella e Tosi «hanno votato per il Sì al referendum» del dicembre scorso. Secco il commento di Matteo Salvini: «Prendiamo atto che il Pd ha annunciato il suo sostegno alla candidata di sinistra». Lei, la «Bisi» la vede in modo opposto: «Lo scenario di Verona è interessante e potrà essere proiettato anche a livello nazionale: da una parte c’è un centrodestra estremista, dominato da idee di sovranismo e dai partiti. Dall’altra, un centrodestra vero, moderato, responsabile, civico».
In effetti, rimane da capire quanto peseranno le indicazioni di partito in una realtà come Verona in cui la scena è stata vistosamente dominata dalle civiche. Il primo partito è propria la lista di Flavio Tosi (16,47%), strapotente a dispetto dello strappo con la Lega nel 2015. Segue il Pd (15,88%). Mentre la lista di Federico Sboarina (Battiti) è terza ma con il suo 13,66% è stata la vera spina dorsale del successo del candidato. Per contro, qui i partiti – anche del centrodestra – non hanno messo a segno risultati da brindare a bollicine: 8,86% alla Lega, 3,43% a Forza Italia, 2,74% ai Fratelli d’Italia.