ItaliaOggi, 13 giugno 2017
Diritto & Rovescio
Essendo inadeguata a svolgere il ruolo di sindaco di Roma, Virginia Raggi, non sapendo da che parte cominciare, si affidò (o venne affidata, la cosa non è ancora chiara) a una eminenza grigia, Raffaele Marra, uno con radici in Alleanza nazionale e che, poco dopo essersi re-insediato in Campidoglio, venne arrestato per corruzione. Adesso si apprende che anche la sindaca grillina di un’altra grande città, cioè Chiara Appendino, di Torino, si avvale anch’essa di un consigliere privilegiato che i grillini dissidenti, non tollerandolo, definiscono come Rasputin. Si chiama Paolo Giordana, ex seminarista, è approdato in una chiesa scismatica ortodossa (quella del Patriarcato Autocefalo di Parigi) di cui si dichiara prete. Ma l’analogia con la Raggi è che, anche in questo caso, l’Appendino si è appoggiata a un funzionario che ha radici politiche in Alleanza nazionale. Sarà una coincidenza ma è anche una coincidenza sorprendente: le due mega-sindache grilline si sono affidate a funzionari di grande competenza ma, entrambi, con indubitabili radici neofasciste.