La Gazzetta dello Sport, 13 giugno 2017
Sportiello: «Riparto da Firenze»
La nuova Fiorentina riparte dal portiere. Via libera a Tatarusanu, che sarà ceduto al miglior offerente e spazio a Marco Sportiello. Investimento da quattro milioni e mezzo. Una scelta battezzata da Pantaleo Corvino. La società viola scommette su un talento che a 25 anni si è un po’ perso per strada.
Da potenziale erede di Buffon a panchinaro nell’Atalanta di Gasperini e nei cinque mesi passati con Sousa a Firenze. Dove sta la verità?
«Non ero un fuoriclasse prima, non sono diventato scarso adesso. Mi lascio alle spalle un anno pesante. L’Atalanta ha fatto scelte diverse. Le ho accettate anche se non è stato facile. Poi, è arrivata l’offerta della Fiorentina e sono tornato a sorridere. Non è stato semplice per la mia famiglia sopportarmi in questo periodo nero».
Che cosa le ha insegnato quest’anno da panchinaro?
«Cheogni allenatore è diverso. Ha le sue idee e quindi ti devi adattare. Per un portiere tra l’altro è tutto più complicato. Se sei il secondo, non giochi mai. Purtroppo momenti così possono capitare nella carriera di un calciatore».
Anche nella Fiorentina ha avuto poco spazio.
«Sapevo che c’era Tatarusanu. Non si cambiano le gerarchie durante il campionato ma io dovevo cambiare aria. A Bergamo non ci volevo e non ci potevo più stare. Questi mesi mi sono serviti per integrarmi nel gruppo e per conoscere Firenze».
L’Atalanta è arrivata quarta.
«Lo ammetto, non me l’aspettavo. La squadra ha trovato continuità e ha centrato un risultato storico».
Papu Gomez è la faccia del trionfo bergamasco.
«Potrebbe giocare in una squadra costruita per vincere scudetto e Champions. È un ragazzo splendido».
L’Atalanta dei giovani d’oro sarà protagonista anche del mercato?
«I primi risultati ci sono già stati nella campagna acquisti-cessioni di gennaio. Avete visto come si è inserito alla grande Gagliardini nell’Inter? Gasperini è stato bravo a sbloccarlo mentalmente. Lui era fortissimo ma non lo sapeva».
Kessie ha scelto il Milan.
«È forte, vero? Eppure credetemi Kessie per il momento ha espresso solo il cinquanta per cento del suo potenziale. E non esagero. Se completa il suo percorso di crescita diventerà uno dei centrocampisti più importanti d’Europa».
I rossoneri seguono anche Conti.
«Chi lo prende fa il colpo della vita. Quali sono gli esterni che garantiscono un’ottima fase difensiva e sei-sette gol a stagione?».
La Juve ha già in pugno Caldara e Spinazzola.
«Spinazzola mi piace. Vedrete quante volte vincerà la classifica degli assist. Gli ha fatto bene maturare un po’ di esperienza nelle categorie inferiori. E Caldara è uno dei difensori più promettenti».
Torniamo alla Fiorentina.
«L’obiettivo è riconquistare subito un posto in Europa».
La piazza è in fibrillazione.
«Sono arrivato e siamo usciti dalla Coppa Italia e dall’Europa League. Insomma, ho scoperto subito la Firenze che bolle. Ma non sono rimasto sorpreso, la passione dei tifosi viola è conosciuta in tutta Italia».
I Della Valle hanno scelto Pioli.
«Alla guida della Lazio ha fatto grandi cose e anche i suoi primi mesi all’Inter sono stati positivi. È un tecnico preparato e avrà il vantaggio di conoscere la piazza».
Bernardeschi non ha ancora deciso il suo futuro.
«È un fenomeno. Spero resti alla Fiorentina, naturalmente. Federico nonostante l’età è molto maturo. Sceglierà con saggezza».
Chiesa, invece, è sbarcato in Nazionale.
«Mi ha colpito la sua cattiveria agonistica. Ha grandi qualità e ha ancora ampi margini di crescita».
Il suo portiere modello?
«Sono un tifoso milanista e sono stato conquistato da Seba Rossi. Era un fenomeno nel parare i rigori. Ho cercato di rubargli qualche trucco».
Il Milan spera di tenere Donnarumma.
«È fortissimo e può ancora migliorare».
Diventando l’erede di Buffon?
«Gigi è unico, inimitabile. Meriterebbe il Pallone d’Oro e gli auguro di vincere la Champions. L’unico trofeo che ancora gli manca».
I portieri più forti del mondo?
«Buffon e De Gea».
Che cosa porteranno le proprietà cinesi?
«Mi auguro qualche campione in più. Staremo a vedere».
La Fiorentina ha una grande tradizione di portieri.
«Mi piacerebbe fare una piccola parte del percorso di Toldo in maglia viola. Un mito».
Vacanze?
«Nel Salento a godermi mia figlia Diletta di dieci mesi».
Una persona che vuole ringraziare ora che si sta chiudendo il suo momento nero?
«Il procuratore Giuseppe Riso. Mi ha dato la carica giusta quando avevo il morale a terra. La mia prima grande parata in maglia viola la dedicherò a lui».