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 2017  giugno 12 Lunedì calendario

Uccisa a coltellate mentre è in vacanza. Giallo sulla fine di Erika

SAN TEODORO Aveva 28 anni, è stata uccisa con una coltellata alla gola e il compagno, ferito a sua volta con un’arma da taglio, è stato interrogato come testimone fino a tarda notte dal magistrato all’ospedale di Olbia. È accaduto alle 10.45 di ieri in una villetta di Lu Fraili, una piccola frazione del comune di San Teodoro, costa orientale della Sardegna, dove i due giovani trascorrevano una settimana di vacanza, ospiti di amici. Lei si chiamava Erika Preti, viveva a Pralungo, vicino a Biella. Il nome del compagno è Dimitri Fricano, di Vandorno, altro paese alle porte di Biella, ed è su di lui che il procuratore capo di Nuoro Andrea Garau e i militari del comando provinciale di Nuoro hanno rivolto la loro attenzione.
A chiamare i carabinieri sono stati i vicini che hanno raccolto la richiesta d’aiuto del giovane, uscito da casa con la maglietta imbrattata di sangue. Urlava «aiutatemi, per favore aiutatemi». I militari hanno trovato il corpo di Erika riverso sul pavimento e il fidanzato sconvolto, con alcuni tagli sulle braccia.
Due le ipotesi in campo. La prima: una violenta lite tra fidanzati chiusa nel modo peggiore. L’arma, un coltello seghettato, di quelli che si usano per affettare il pane, è stata recuperata dai carabinieri. Stando ai primi esami il fendente mortale sarebbe quello inferto alla gola. Subito dopo, fuori di sé, il giovane avrebbe cercato di uccidersi con lo stesso coltello oppure avrebbe deciso di simulare un’aggressione. La seconda ipotesi è quella riferita da Fricano ai carabinieri che l’hanno soccorso e tinge di giallo la vicenda: un rapinatore, un uomo giovane, avrebbe fatto irruzione nella villetta per cercare denaro. Sarebbe stata la reazione dei due fidanzati a scatenare la sua ira. Nessuno però l’ha visto né sentito ed è difficile immaginare un rapinatore disarmato, che per colpire le proprie vittime usa un coltello per il pane. Ma per adesso niente può essere escluso.
Il pm Garau ha chiesto l’intervento del Ris dei carabinieri. Erika Preti e Dimitri Fricano erano ospiti dei coniugi Roberto Recanzone e Donatella Borille, biellesi anche loro ma da tempo residenti in Sardegna. Sono stati sentiti dagli investigatori: mai nessuna lite tra i due giovani, il loro rapporto era sereno. Fidanzati da dieci anni, Erika e Dimitri si erano concessi una vacanza nel paradiso del nord Sardegna e ieri mattina preparavano un’escursione all’isola di Tavolara, con un gommone in affitto. I carabinieri hanno trovato gli zaini con i panini appena confezionati, i costumi da bagno e gli asciugamani. Quando è avvenuto il delitto stavano per uscire e raggiungere in auto il porticciolo. Erika aveva frequentato il liceo psicopedagogico e lavorava al centro commerciale Gli Orsi, a Biella. Lui fa l’artigiano alla fabbrica Leone Scarpe.
Nella casa del delitto, solo dopo cinque ore, è stata trovata Sissi, la cagnolina maltese dei coniugi che ospitavano la coppia: probabilmente ha assistito al delitto ed è rimasta rintanata sotto il letto. «Era spaventatissima, non voleva uscire», ha raccontato la sua padrona.