La Stampa, 11 giugno 2017
Soko: «Sono pronta a tutto. Dopo le riprese i vestiti devono puzzare di sudore»
Prima di tutto dedizione totale. E poi combattere per esprimersi liberamente, correre rischi, fisici e psicologici. Per Stéphanie Sokolinski, in arte Soko, attrice e cantautrice francese di origine polacca nata a Bordeaux nell’85, essere artisti significa tutto questo. E molto altro.
Lo dimostrano la sua carriera eclettica, la professionalità ineccepibile, il gusto di cambiare pelle. Al Biografilm Festival di Bologna rilascia interviste per Io danzerò, il film di Stéphanie Di Giusto in cui interpreta la ballerina Loie Fuller nel periodo in cui incontrò Isadora Duncan (Lily Rose Depp), sorseggia tisane per curare il raffreddore e, dopo mezzanotte, si scatena in versione dj set al Parco del Cavaticcio, davanti a migliaia di persone. Quando le lanciano un reggiseno se lo appende alle orecchie e quando decide che è il momento di tuffarsi dal palco («stage diving») non esita: «Un artista deve essere pronto a tutto».
Nei panni di Fuller, eroina trasgressiva dei palcoscenici della Belle Epoque adorata da Toulouse-Lautrec, Rodin e i fratelli Lumière, Soko (un anno fa al centro del gossip per un flirt con Kristen Stewart) ha trovato corrispondenza ideale: «È un personaggio fantastico, una vera femminista, convinta, come me, che non esistano discriminazioni di genere. Nel mondo ci sono solo esseri umani, buoni e cattivi, ed è giusto amare chi si vuole, a prescindere dal sesso».
Uguali anche le aspirazioni artistiche: «Fuller non voleva essere confinata in una categoria, era un’artista a 360 gradi». Per interpretare Io danzerò (dal 15 nei cinema distribuito da I Wonder) Soko si è allenata per due mesi, sette ore al giorno: «Indosso costumi fatti con 140 metri di tessuto. Nelle prime scene del film ne porto uno che prevede l’uso di bastoni terribilmente pesanti, ma non ho voluto controfigure. Se fai una parte devi farla sul serio, i vestiti devono puzzare di sudore».
Durante la lavorazione «l’osteopata è diventato il mio migliore amico, e ho dovuto anche vincere il mio problema di vertigini. Ballavo al buio su una piattaforma a 3 metri d’altezza, ogni volta mi auguravo di non morire». Tutto questo partendo più o meno da zero: «All’inizio mi vedevo pesante, una specie di piccolo ippopotamo. Inoltre venivo dal set del film di Delphine Coulin Voir Du Pays in cui sono una soldatessa reduce dall’Afghanistan. Non è stato semplice trasformarmi da militare con tuta mimetica in farfalla».
Musica e recitazione comportano impegni diversi: «Quando sono musicista sento che tutto dipende da me, è più facile. La danza richiede disciplina quotidiana». Se deve fare paralleli con Loie Fuller, Soko non ha dubbi. Le uniche che oggi le assomigliano sono Madonna e Björk: «Sono inventrici di stili originali e di modi autonomi di fare spettacolo. Dopo aver visto Io danzerò, Madonna ha detto che era stato come assistere alla storia della sua vita». Percorsi che richiedono sacrifici: «Non ho più tempo per me: i miei genitori mi hanno raggiunta qui per quattro giorni. Non li vedevo da un anno».