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 2017  giugno 11 Domenica calendario

Il Montenegro nell’Alleanza. Con 4500 soldati nei Paesi Baltici la Nato rafforza il fronte Est

Quattro «Battlegroup» multinazionali schierati nelle tre Repubbliche Baltiche e in Polonia, con più di 4.500 uomini. Una presenza operativa in Romania e nella regione del Mar Nero, con forze pronte ad agire via terra, in mare e in cielo. La lista degli Stati membri che si allunga fino a comprendere un Paese storicamente legato al Cremlino come il Montenegro, assicurando il pieno controllo dell’intera costa Nord del Mediterraneo. Il fronte orientale (e sudorientale) della Nato – specialmente nei Paesi ai confini con la Russia – non è mai stato così presidiato. Il suo segretario generale, Jens Stoltenberg, assicura che l’Alleanza «non ha alcuna intenzione di provocare un conflitto», ma ha il dovere di fare di tutto «per evitarlo e preservare la pace».
La svolta decisa un anno fa sta proseguendo nella direzione indicata al vertice di Varsavia. E i vari Stati sono ormai passati alla fase operativa, schierando uomini e mezzi al servizio dell’Alleanza. Al quartier generale di Bruxelles respingono le accuse di «aggressione» e definiscono queste misure come «difensive, proporzionate e in linea con gli impegni internazionali». E soprattutto in nome di un principio considerato sacrosanto per la Nato: chi colpisce un solo Paese membro, colpisce tutta l’Alleanza e dunque la risposta sarà comune.
È anche in quest’ottica che il piccolo Montenegro (meno di 650 mila abitanti, neanche duemila soldati) ha festeggiato nei giorni scorsi l’ingresso ufficiale sotto l’ombrello della Nato: «Per noi vuol dire far parte del più vasto sistema di sicurezza collettiva – spiega a “La Stampa” Predrag Boskovic, ministro della Difesa dello Stato un tempo parte della Jugoslavia -. Questo significa che ogni possibile minaccia alla nostra sicurezza non sarà più solo una questione nazionale». Per la Nato l’ingresso del Montenegro si traduce nel pieno controllo delle coste nord-mediterranee: dalla Spagna alla Turchia, tutti gli Stati che si affacciano sul Mare Nostrum fanno parte dell’Alleanza. Non è solo una questione simbolica, perché ovviamente questo rende impossibile alla Russia cercare di approcciarsi ai porti per far rifornire le proprie navi. «Le nostre relazioni con Mosca – prosegue Boskovic – sono diventate più tese quando si è capito che il nostro ingresso nella Nato era ormai una certezza. I russi hanno fatto sapere che avrebbero voluto almeno essere consultati». E hanno iniziato una serie di rappresaglie per colpire soprattutto il turismo e gli investimenti russi sulla costa montenegrina.
Ma se dalle parti dei Balcani occidentali siamo ancora alle schermaglie diplomatiche, più a nord la tensione ha raggiunto un altro livello. Lo schieramento delle forze nelle Repubbliche Baltiche si va via via completando. In Estonia la guida del Battlegroup è affidata al Regno Unito, il Canada ha il comando in Lettonia, mentre in Lituania è la Germania a guidare le operazioni. La missione più consistente è in Polonia, sotto il comando americano. «Nessuno aveva pensato di schierare i Battlegroups prima della crisi in Ucraina» ha ricordato Stoltenberg al termine dell’ultimo summit Nato del 25 maggio scorso, quello dell’esordio di Donald Trump. «Ma abbiamo visto che la Russia è pronta a usare la forza militare per cambiare i confini in Europa con le sue azioni aggressive in Ucraina e con l’annessione illegale della Crimea». Dunque l’Alleanza non vuole stare a guardare.
Proprio nei giorni scorsi sono iniziate una serie di operazioni nelle zone maggiormente presidiate. A Stettino, in Polonia, più di 4.000 soldati di 14 Paesi hanno dato vita a «Baltops», un’esercitazione annuale nell’area del porto che vede coinvolti 50 aerei e altrettanti tra sottomarini e navi. Mentre in Romania un’altra esercitazione impiega 2.000 uomini e oltre 500 veicoli forniti da 11 Stati membri. Operazioni «di routine», ma che servono a mandare un messaggio ben preciso a Mosca: l’Alleanza atlantica è «robusta» e, in caso di bisogno, «pronta a entrare in azione».