Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 10 Sabato calendario

È estate, copritevi. Con un costume

Si allunga lo slip, si allarga la fascia del reggipetto, si raccolgono i capelli sotto eleganti cuffie retrò. In costume come in abito da sera. Allegre signore! In questo torrido a intermittenza, in quest’estate indecisa che procede per marce indietro e false partenze c’è, se non altro, una buona notizia: in spiaggia saremo eleganti e coperte. O eleganti, perché coperte. Le panciotte drappeggiate di carne tremula sono nascoste, i cedimenti sulla schiena imbrigliati e sorretti, la buccia d’arancia (eufemismo per la cellulite), in gran parte criptata. Si va avanti, tornando indietro nella moda tra le onde. Il bikini è di nuovo abbondante e castigato, un po’ anni Quaranta, un po’ anni Cinquanta, «bontonissimo» e nostalgico. Quando addirittura non si tratta di costume intero, di nuovo in auge pure lui nella sua austera eleganza. Tutte aggraziate e composte quest’anno sotto il sole perché gli indumenti inducono i gesti e il decoro non si strappa mai le vesti. Tutte come quelle signore delle foto sbiadite sedute per bene tanto su una lambretta «sparata» nel vento, quanto su un pattino incagliato nella sabbia. 
Ma... c’è un ma. Perché il paradosso è sempre in agguato. Infatti, se è vero che il bikini abbondante copre, è anche vero che il costume abbondante «tronca». E stronca. Taglia la gamba, schiaccia, accorcia, complica un po’ la figura. Copre ma punisce, insomma. A meno che non si abbia poco da farsi perdonare. Ma una volta nudo, chi ha poco da farsi perdonare? Siamo onesti. E quindi? E quindi, visto che la moda lo suggerisce ma non lo impone, visto che la moda lo offre ma non lo fa subire, per una volta scegliete secondo il buonsenso e non secondo le foto sulle riviste. Mettetevi davanti allo specchio senza indossare lenti euforia o lenti tristezza e valutatevi, il più lucidamente possibile. Che voi siate munite di morbide maniglie dell’amore (che poi, se non c’è amore, non sono maniglie) o invece dotate di fianchi scavati, e di ossa del bacino che sporgono come due parentesi, beh quest’anno potete scegliere come correggere il tutto, come camuffare il difetto. Perciò approfittatene senza cadere nella tentazione di indossare qualcosa solo perché è di moda e vi piace. Non è così che va. Per quanto crudele vi possa sembrare. Non accanitevi ad indossare qualcosa a tutti i costi. C’è qualcos’altro che può esservi molto più «utile», molto più alleato. Cercate quel qualcosa, abbandonate l’altro. 
Non c’è nulla di più elegante che stare nei propri panni. E per quanto riguarda la prova costume, sappiate che l’importante è superarla. Poi ognuna scelga come. 
Valeria Braghieri

Bikini (alto) e cuffie per un tuffo nel passato
Stanche del solito costume da spiaggia? Provate a cercare nei vecchi bauli delle mamme e delle nonne e ispiratevi all’eleganza delle signore anni ’40 e ’50, quando s’imponeva la perfezione in qualunque circostanza. Il diktat, infatti, è be retrò. Due pezzi o interi castigati, make up leggero ma presente, cuffie o foulard e mai un capello fuori posto: per essere impeccabili, dunque, basta puntare al glamour del passato. E forse è un bene, perché questi costumi stanno bene a tutte. 
Piscina È il film estivo per eccellenza, con scene sensuali intorno e dentro l’acqua. La Piscine è una pellicola francese del 1969 con Romy Schneider e Alain Delon, ambientata in Costa Azzurra e girata proprio quando la piscina era l’apice del glamour. Un tuffo nel passato che oggi ritorna, perché se il mare è libertà, avventura e mistero, la piscina, come la tavola, è guarigione e condivisione. In piscina, infatti, ci si rilassa e ci si estrania, per poi tornare a socializzare. Dunque, parlando di stile, in quell’isola d’acqua tutto è concesso: il bikini per prendere il sole, l’intero per nuotare (un pezzo tornato di moda) e il costume couture per un tuffo in compagnia al tramonto.
Solari Il sole ci fa sentire belli e in forma, ma un’esposizione non corretta e prolungata, che sia a bordo piscina o al mare, può causare eritemi, invecchiamento della pelle e tumori cutanei. Prima di tutto, dunque, è bene individuare il fattore di protezione solare (SPF) secondo il tipo di pelle (fototipo) e le condizioni di esposizione in termini di fascia oraria, altitudine e latitudine del luogo di villeggiatura. In caso di pelle grassa si dovrebbe optare per un SPF più basso per non appesantire il derma e, in ogni caso, bisogna stendere il prodotto su tutto il corpo (2 mg per cm²) almeno 20 minuti prima di esporsi, senza dimenticare orecchie, piedi e mani, anche all’ombra e quando è nuvoloso. No ai prodotti usati la stagione precedente, ma sì ad usarli come idratanti. E sì al doposole che lenisce e ricrea la barriera topica.
Infine, non dimentichiamoci delle chiome. I raggi UV, infatti, penetrano nella fibra e la danneggiano, scolorendo e impoverendo le lunghezze. Per questo è importante spruzzare su tutti i capelli un prodotto anti UV specifico, che crei una barriera contro salsedine, cloro e vento, garantendo pettinibilità e morbidezza. In spiaggia è importante tenere le chiome legate, in modo da ridurre l’esposizione diretta al sole, e, dopo le abbondanti nuotate, meglio risciacquarsi sotto un getto di acqua dolce. Infine, le nonne insegnano: cappello, foulard e ombrellone sono da sempre il gold standard della fotoprotezione dei capelli. 
Margherita Tizzi