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 2017  giugno 10 Sabato calendario

L’amaca

Il bello della politica è che tutte o quasi tutte le previsioni si rivelano sbagliate, con grande vantaggio per la suspense. I nazional-populismi europei, dati per inarrestabili, si sgonfiano uno dopo l’altro come bolle speculative: gli olandesi, la Le Pen, adesso l’Ukip oltremanica. Con qualche sollievo per lo spirito europeista, o quel che ne rimane. Altra previsione sbagliata quella sul destino perdente e minoritario della sinistra “alla Corbyn” (o alla Sanders), sospettabile di un arroccamento identitario che l’avrebbe relegata ai margini. Non è così, evidentemente, e la radicalizzazione, specie in tempi di crisi, non sempre equivale a un arrocco: il 40 per cento ottenuto dal Labour è piuttosto clamoroso, e suggerisce ai dem di tutti paesi, Italia compresa, qualche riflessione sul ruolo della sinistra (o del centrosinistra, ma è lana caprina) nella società di mercato. Magari non è solamente un ruolo acquiescente e incravattato. Magari la questione delle diseguaglianze è stata parecchio sottovalutata.
Resta il fatto che il vecchio glorioso Labour, comunque, da solo non governa. Resta che la questione delle alleanze e della trasversalità (che è per forza post-ideologica) rimane, grossa come un macigno, al centro del cammino. Pisapia prende appunti. E Renzi?