Corriere della Sera, 10 giugno 2017
La fidanzata enigmistica
Mentre i perditempo discutono di latinorum elettorale, le persone serie si interrogano da giorni su un volantino scritto a mano, fotografato per strada e poi diffuso in Rete dalla blogger Selvaggia Lucarelli: «Cerco un ragazzo intelligente che possa essere il mio futuro marito. Questo è il mio numero di telefono». A seguire, dopo il +39 di prammatica, scorre un’equazione irta di frazioni e radici quadrate, risolvendo la quale apparirà il recapito della fanciulla. La provocazione è originale, magari frutto di serate a vuoto con pretendenti incapaci di leggere il conto del ristorante, figuriamoci di pagarlo. Anche se va detto che l’arguzia richiesta per risolvere una formula matematica non è dello stesso tipo di quella che serve a fare funzionare una storia d’amore. Persino tra i laureati in fisica esistono uomini che, quanto a intelligenza emotiva, sono rimasti fermi alle elementari.
Forse però, al di là della sua volontà di convolare a nozze con la reincarnazione di Einstein, l’anonima compilatrice del volantino intendeva comunicare qualcos’altro. Qualcosa di molto femminile. Risolvere l’equazione richiede tempo. Dieci anni, per un caprone come il sottoscritto. Dieci minuti, per uno normale. Ma dieci minuti da dedicare a una persona di cui non si sa nulla, nemmeno se esiste. E le donne è proprio questo che desiderano da un uomo: il suo tempo. Uno scampolo dell’attenzione ossessiva che di solito riserva al lavoro e al calciomercato. Ecco il vero problema di quella ragazza e di tante altre. Decisamente più complicato da risolvere di un’equazione.