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 2017  giugno 11 Domenica calendario

LIBRO IN GOCCE NUMERO 138 (Gridatelo dai tetti. Autobiografia e lettere di Bartolomeo Vanzetti)   Vedi Biblioteca in scheda: manca Vedi Database in scheda: manca   ITALIANI REI CONFESSI D’ITALIANITÀ Autobiografia

LIBRO IN GOCCE NUMERO 138 (Gridatelo dai tetti. Autobiografia e lettere di Bartolomeo Vanzetti)
 
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ITALIANI REI CONFESSI D’ITALIANITÀ
Autobiografia. «La mia vita non può assurgere a valore di autobiografia comunque considerata. Anonimo nella folla anonima, essa trae luce dal pensiero, dall’ideale che sospinge l’umanità verso migliori destini. E questo ideale io riassumo come balena nel mio pensiero» (autobiografia di Bartolomeo Vanzetti, A Proletarian Story Life).
Vanzetti. Bartolomeo Vanzetti, detto Tumlin, nato a Villafavetto, provincia di Cuneo, l’11 giugno del 1888, iniziò a lavorare a 13 anni presso una pasticceria perché il padre, incerto se farlo studiare o dargli un mestiere, un giorno lesse su «La Gazzetta del Popolo» che a Torino 42 avvocati avevano concorso per un impiego da 45 lire al mese.
America. Vanzetti, che il 9 giugno del 1908, dopo la morte dell’amata madre, parte per l’America.
Giustizia. «Arrivato qui provai tutte le sofferenze, le disillusioni e gli affanni inevitabili per chi sbarca ventenne, ignaro della vita, e un po’ sognatore a questo lido. Qui vidi tutte le brutture della vita; tutte le ingiustizie, le corruzioni, il traviamento in cui brancica tragicamente l’umanità. Ad onta di tutto riuscii a fortificarmi fisicamente e intellettualmente. (…) Sono e sarò sino al supremo istante (se non mi accorgerò di essere in errore) comunista anarchico perché credo che il comunismo sia la più umana forma di contratto sociale, perché so che solo con la libertà l’uomo si eleva, si nobilita e si completa».
Sacco. L’amico Nicola Sacco, pugliese, conosciuto quattro anni prima, anarchico come Vanzetti, si trovava a Boston, ed essendogli morta la madre, intendeva rientrare in Italia. Per questo aveva invitato Vanzetti ad andare a trovarlo. I due, poi, si erano messi a organizzare un comizio di protesta per la morte di un loro compagno, Andrea Salsedo, precipitato dal quattordicesimo piano del Park Row Building mentre veniva interrogato dall’Fbi.
Arresto.Sacco e Vanzetti vengono arrestati quel giorno stesso. Il loro fermo è motivato con il possesso illegale delle armi che i due si portano in tasca. Tre giorni dopo, l’accusa diventa duplice omicidio e grassazione. Il procuratore Katzman li ritiene colpevoli di una rapina compiuta il 15 aprile precedente al calzaturificio Slater and Morrill. I due hanno alibi inattaccabili, ma i loro testimoni sono italiani, e non vengono creduti.
Testimonianze. «Dal modo di correre m’accorsi che era uno straniero». Di quale nazionalità? «Forse un italiano od un russo». Vuol dire che un italiano od un russo corrono diversamente da un norvegese o da uno svedese? «Sì». Qual è la differenza? «L’italiano ed il russo hanno il passo malfermo».
Giusto. «(…) Questo è ciò che volevo dire, non augurerei a un cane, o a un serpente, alla più miserevole e sfortunata creatura della terra ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso, ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un radicale, in effetti sono un radicale; ho sofferto perché sono un italiano e in effetti io sono un italiano; ho sofferto di più per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare esattamente ciò che ho fatto finora. Ho finito. Grazie». (L’arringa finale di Bartolomeo Vanzetti prima della lettura della sentenza, aprile 1927).
Proclama. «Stante che mezzo secolo fa, il prossimo venturo mese, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono giustiziati dallo stato del Massachusetts dopo essere stati processati e dichiarati colpevoli dell’assassinio di Alessandro Berardelli e di Frederik A. Parmenter (…); proclamo martedì 23 agosto 1977 “giorno commemorativo di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti” [... ] ed invito il popolo del Massachusetts a sostare nei suoi impegni quotidiani ed a riflettere su questi tragici eventi e da essi trarre il coraggio di impedire alle forze dell’intolleranza, della paura e dell’odio di unirsi ancora per sopraffare la razionalità, la saggezza e l’imparzialità a cui il nostro sistema legale aspira» (il governatore del Massachusetts, Michael S. Dukakis, il 19 luglio 1977).


Giorgio Dell’Arti, Domenicale – Il Sole 24 Ore 11/6/2017