Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2017
Tecnologia. La sperimentazione svela i difetti del «Video assistant referee»
L’esperimento Var (video assistant referee) continua a far discutere. Dopo un esordio non certo privo di polemiche nell’ultima edizione del Mondiale per Club, l’uso dello strumento video per gli arbitri è stata una delle principali novità del Mondiale Under 20 in Corea del Sud, la prima volta in cui si è adottata la tecnologia per i direttori di gara in un torneo per nazionali.
Le prove generali per il lancio ufficiale del “video-arbitro” in una competizione Fifa, previsto per il prossimo anno nel Mondiale di Russia, stanno però confermando i dubbi di qualche mese fa. Tempistiche da rivedere, scelte non sempre corrette e un campo d’analisi troppo vasto per poter trarre conclusioni immediate su ogni azione in cui viene richiesta l’assistenza tecnologica. Sin dalla prima partita del torneo Under 20, il Var ha avuto modo di mettersi in mostra: Argentina-Inghilterra, gomitata di Lautaro Martinez a un difensore britannico non ravvisata dall’arbitro. Pochi secondi dalla “cabina di regia” per rivedere l’azione al replay e avvisare il direttore di gara. Cartellino rosso sacrosanto e utilizzo tempestivo della tecnologia. La stessa cosa non si può dire per il secondo giorno, stavolta con l’Italia protagonista. Contrasto tra l’azzurro Scalera e l’uruguagio Ardaiz, l’arbitro lascia correre e nessuno protesta. Dopo 42 secondi e con l’azione già proiettata nell’altra metà campo, il direttore di gara fischia: rigore. Incredulità generale per un intervento sul quale sembrava ormai essere stata presa una decisione definitiva, giudicato falloso al replay. Peggio ancora nel match dei quarti di finale tra gli azzurrini e lo Zambia: espulsione di Pezzella e punizione dal limite per gli africani quando il video rende chiara la simulazione di Chilufya. Oltre al danno (Italia in dieci) la beffa della squalifica del terzino per la semifinale con l’Inghilterra.
Nulla di nuovo, dato che nel Mondiale per Club dello scorso dicembre ha vinto la confusione. Gol annullato a Cristiano Ronaldo in Real-America, i messicani provano a ripartire subito in contropiede approfittando dell’esultanza dei madridisti e, una volta battuta la punizione, arriva un altro fischio. Stavolta l’arbitro convalida la rete, dopo il responso dell’assistente davanti al video. Una perdita di tempo minima, in realtà, ma le polemiche non sono mancate: da Zidane che ha accusato la Fifa di «voler adattare i club alle proprie volontà» a Modric, secondo cui «questo non è calcio».
I dubbi sulla efficacia dello strumento video verranno messi ulteriormente alla prova in tornei più “stressanti”, già a partire da quest’estate. Italia e Portogallo saranno i due principali campionati europei a sperimentare il video assistant referee in massima serie e nel nostro paese si avrà un primo banco di prova nelle fasi finali del campionato Primavera. Il tutto per un costo che in Portogallo, per l’utilizzo del VAR in Primeira Liga, è stato stimato in circa un milione di euro.
In Italia le cifre dovrebbero aggirarsi intorno al milione e mezzo e saranno Figc e Lega Serie A ad accollarsi le spese per l’implementazione della tecnologia nel settore arbitrale, proprio come fatto negli ultimi anni per la goal line technology, che “toglie” dalle casse delle venti società di massima serie una somma inferiore ai 300mila euro a testa.
A questa spesa si aggiungerà quella per la strumentazione necessaria al funzionamento del VAR: telecamere (almeno una decina, per il Mondiale 2018 ne sono previste addirittura 44), monitor e box nel quale i due assistenti arbitrali seguiranno passo dopo passo ogni azione dubbia. Il box può essere interno allo stadio oppure esterno, come annunciato dalla federazione portoghese, che preparerà una postazione mobile su di un furgoncino per l’analisi video degli episodi. La richiesta dell’assistenza tecnologica durante la partita può essere sia esplicitamente effettuata dal direttore di gara che “proposta” dagli assistenti, i quali prenderanno il posto degli addizionali nella sestina arbitrale. Tramite VAR possono essere sanzionate solamente le azioni relative a: infrazioni in occasione di un goal, falli in area di rigore, falli passibili di espulsione e scambi di persona (ovvero sanzioni erroneamente comminate a un giocatore che non ha commesso irregolarità). Tra Mondiale per Club e Mondiale Under 20, però, non si è ancora trovato un giudizio unanime sugli effettivi benefici.