La Stampa, 10 giugno 2017
Lodovica Comello, una nomade che pensa sempre alla musica
La musica nel cuore. Momentaneamente archiviata la stagione Sky, con Singing In the Car in onda su Tv8 ma registrato da tempo, e in attesa di conferma Italia’s Got Talent e relativo spin off per bambini, Lodovica Comello torna al primo amore: cantare.
È quello che ha sempre voluto fare, fin dagli inizi randagi: diciottenne lasciò il Friuli natio per Milano, poi volò a Buenos Aires andata e non immediato ritorno. Archiviato il periodo delle teen soap canterine, è sempre in nome della musica che riprende tornando in Italia. La tv è una deviazione inattesa, non un deragliamento. Tanto che – racconta – all’inizio rifiuta l’offerta per Italia’s Got Talent. Poi ci ripensa: forse può farle gioco, aiutarla a liberarsi dell’imprinting di Violetta. «Cavalcare la tv ribaltava la mia prospettiva. Mi ha offerto possibilità nuove e in più mi diverte. È il clic che ha cambiato la mia carriera».
Tra gelati e documentari
Ma il 2017 è l’anno della musica: il Festival di Sanremo, la pubblicazione di un singolo con video 50 Shades of Colours (più di 350 mila visualizzazioni), e ora il tour #Noi2 a partire dai concerti di maggio a Roma e Milano (teatri importanti: il Parco della Musica e gli Arcimboldi, serate soldout). Presto seguiranno altre date e località (ancora work in progress), ma a contare e preoccupare è l’evento di Udine, dove si esibirà il 21 luglio. «Torno a casa. Sono in fibrillazione. Tutti i miei parenti a vedermi, nonni, zii, cugini. Canterò al Parco del Castello, non in un teatro: dove si esibiscono gli artisti più importanti».
Intanto oggi è a Venezia per «promuovere e mangiare gelati», e domani/domenica a Bologna: al Biografilm Festival viene presentato il documentario La principessa e l’aquila (in sala a fine agosto), cui lei ha fornito la voce narrante. «Bellissime ambientazioni, nella Mongolia più remota. E bellissima storia, quella di una tredicenne che vuole diventare addestratrice di aquile, attività riservata da sempre ai maschi. Mi è piaciuto il messaggio di coraggio e volontà: diretto alle ragazzine che spesso temono di non essere all’altezza».
Ma l’emozione vera – inutile divagare – è la musica. L’ama in ogni sua declinazione: il suo sogno nel cassetto è interpretare un musical, Mamma mia! più di ogni altro titolo. Sta vivendo questa estate e questi concerti come una specie di ripartenza. Dice di sentirsi «in rodaggio». Non solo lei, anche la sua musica. «Se prima ero alla ricerca di uno stile, oggi non voglio fossilizzarmi e negarmi possibilità diverse. Come dice il titolo del singolo, 50 sfumature di colore, mi sento una nessuna e centomila: è il momento di sperimentare». Musica con sonorità contemporanee, pop elettronico, folk, acustico, «affiancata per la prima volta da autori che mi aiutino con la loro esperienza».
«Nei concerti – continua – racconto la mia storia musicale: la Lodovica degli album Universo e Mariposa e quella più recente, Il cielo non mi basta, 50 Shades, l’inedito Change My Life». Un titolo che è tutto un programma. Ma per vedere in modo più completo questa trasformazione – leggi album – «bisognerà aspettare ancora un po’: la tv ha rallentato la musica».
Intanto si è molto rassicurata per il ritrovato rapporto con i fan. «Le ho trovate tutte, ragazze che ora sono donne, cresciute con me». Il concerto di Milano è stato tre giorni dopo Manchester. «Ho molto pensato ad Ariana Grande. Mi sono identificata in lei: cosa deve avere provato, come segnerà la sua vita il ricordo di quella sera. E il coraggio della sua reazione. Ho visto in tv il concerto Manchester One Love: una bella risposta». Della strage Lodovica ha parlato dal palco milanese. «È stata un’occasione per riflettere insieme al mio pubblico. Ho cercato di trasmettere un senso di serenità e di spensieratezza. È il potere della musica».