La Stampa, 10 giugno 2017
Intervista a Fedez : «Non seguo la moda vesto la street art»
«Non mi vesto seguendo la moda. Amo solo collezionare dei capi». Nonostante queste esternazioni, Fedez continua a firmare linee e accessori. Dopo la sua collaborazione con Sisley alla quale è seguita quella per Replay (No Godz ormai un marchio di fabbrica dell’artista), scocca l’ora della capsule di orologi Ops! Posh No Godz. La linea prodotta da Opsobject, presentata l’altra sera a Milano (che sarà disponibile in esclusiva tra qualche giorno in 400 punti vendita Stroili).
Fedez nel 2015, all’epoca della sua capsule per Sisley, rivelò di essere «zio dentro». Lo ritroviamo oggi per capire se lui come icona, e più in generale il rap, hanno avuto come nella musica, influenze altrettanto incisive sulla moda. L’artista pronto per una tournee estiva che partirà proprio da Torino il 19 giugno (Gru Village), sembra sensibilmente cambiato. Le sue risposte paiono più misurate e meno effervescenti di «altri tempi». Segno che sta maturando. O forse sta diventando una multinazionale? In ogni caso pure il genere rap, dai toni ribelli, scende a patti col sistema. E anche questa è una lezione di costume. Del resto è successo così, anche con il punk.
Lei è un’icona dei Millenials. Se Madonna ha trasmesso ai suoi fans il rosario e i reggiseni in vista ormai sdoganati dal costume generale, cosa ha comunicato Fedez ai suoi fan?
«Non lo so, bisognerebbe chiedere a loro».
Come sceglie il suo guardaroba?
«Dell’abbigliamento non me ne frega particolarmente. Amo i colori e le canottiere. Colleziono cose che mi piacciono, servendomi soprattutto in negozietti di New York down town, come Supreme. Dal ’94 è diventato la house di skaters, punk e hip hop. Inoltre, frequento negozi di Brooklyn e giovani che mescolano street wear e street art».
All’Arena di Verona, però l’abbiamo vista con un total look di Gucci…
«È uno dei marchi che mi piace collezionare insieme alle felpe. È casuale, bello».
Che senso hanno oggi gli stilisti?
«Io voglio segnare il mio mondo senza delegare».
Allora, le sfilate sono ancora utili?
«Non so. Penso di no».
Cosa ne pensa della moda in Internet. Come l’ha cambiata questa realtà?
«Internet ha cambiato il mondo. Ma ormai è solo uno dei tanti canali…».
Il rap ha rivoluzionato la musica leggera. E la moda?
«Guardi non capisco niente non fa parte del mio lavoro».
Dunque, perché nel giro di due anni ha disegnato per Sisley, per Replay e ora l’orologio di Opsobject? È un attività alacre tutt’altro che sporadica e disinteressata all’argomento…
«Considero tutte queste esperienze altre espressioni della mia creatività. E poi i ragazzi di Ops si sono fatti con le loro mani: vengono dal niente. Stimo questo genere di persone e mi piace lavorare con loro».
«Comunisti col Rolex» come recita il titolo del suo disco?
«Il miglior modo per disinnescare un insulto è sottrarlo ai suoi detrattori. Ci hanno chiamati spesso “comunisti col Rolex” come a voler mettere in risalto una contraddizione che non esiste di due artisti che pur guadagnando bene, continuano a occuparsi di temi sociali. Una polemica tutta italiana. Ma per noi non è incoerenza, bensì merito. Significa che in Italia ci si può ancora arricchire onestamente».
Lei ce l’ha il Rolex?
«Parecchi».
Veniamo al suo orologio Ops. Ha un cinturino a forma di saetta. Cosa significa? Ultimamente ha avuto… un colpo di fulmine?
«I momenti più belli si vivono in un lampo. Per questo ho pensato alla saetta, segno di velocità ed energia allo stato puro. Il cinturino è studiato per sembrare un tatuaggio».
Uno dei suoi celebri… All’epoca di Sisley disse che erano arte: «Ritratti come quelli che si facevano fare nel ‘500 dipinti sulla pelle anziché sulla tela». Conferma?
«Li ho sempre amati. Il primo l’ho fatto a 16 anni. Lo stesso nome No Godz è quello di un topolino crocefisso che ho tatuato sulla schiena».
La sua fidanzata, Chiara Ferragni, detta moda nel mondo. Le dà dei consigli?
«Nella nostra coppia ognuno può fare quello che vuole. Stimo molto, Chiara. Se Fedez si è fatto dal nulla, lei si è addirittura inventata un mestiere».
Sarebbe bello chiedere a Fedez come si vestirebbe se si sposasse con la celebre blogger. Ma la risposta è già su Internet: «In un eventuale giorno del sì mi vedrei bene con un paio di bermuda».