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 2017  giugno 10 Sabato calendario

I francesi di Vivendi si sfilano dalla gara sui diritti della Serie A

La pace tra Vivendi e Mediaset – se mai si farà – non passerà dai diritti del calcio, perlomeno quelli della Serie A. A quanto risulta, infatti, la media company transalpina non parteciperà all’asta che si chiude questa mattina. A inizio settimana il ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine, fresco di nomina al vertice Telecom, aveva detto che un interesse per i contenuti del calcio c’era, ma che nessuna decisione era stata ancora presa e che comunque si sarebbe dovuto valutare il possibile ritorno economico. E i conti non sono tornati perchè, solo sulla base d’asta, si sarebbe dovuto preventivare di mettere sul piatto almeno 600 milioni a stagione per tre anni a partire dall’autunno del 2018.
Vivendi logicamente avrebbe dovuto puntare sul pacchetto D – 400 milioni di base d’asta – che è multimediale, comprendendo satellite, digitale terrestre e online. Il problema è che non basta, perchè al pacchetto D mancano comunque le quattro squadre più popolari e cioè Juventus, Milan, Inter e Napoli. Si sarebbe dovuto aggiungere cioè almeno un pacchetto per piattaforma distributiva, che per 200 milioni comprende i diritti delle quattro squadre col maggior bacino d’utenza più quattro minori. Totale, appunto, almeno 600 milioni. Troppi anche per Vivendi, che in Francia ha passato la mano sui diritti della Champions League, aggiudicati poi ad Altice per 350 milioni.
In Italia comunque Vivendi non dispone di una propria piattaforma distributiva. Avrebbe dovuto perciò stringere accordi per trasmettere con il suo marchio su piattaforme di altri. Ma Telecom, di cui è azionista col controllo di fatto, aveva messo le mani avanti già il giorno in cui erano usciti i bandi, facendo sapere che i pacchetti per l’online non erano giudicati «interessanti dal punto di vista dell’offerta e dei prezzi». Il minimo è stato fissato in 100 milioni per ciascun pacchetto C1 e C2, ciascuno dei quali con i diritti per quattro squadre, di cui due principali e due minori. Telecom non ha cambiato idea ed è quindi confermato che non parteciperà all’asta. Anche se potrebbe entrare in gioco Vodafone che, alle voci circolate, ha opposto finora un «no comment».
Con Mediaset, invece, i rapporti si sono fatti tesi, fino a sfociare in un articolato contenzioso, dall’estate scorsa quando Vivendi aveva avanzato una proposta alternativa al contratto firmato ad aprile che prevedeva il passaggio della pay-tv Mediaset Premium sotto le insegne francesi. Premium è poi rimasta dentro il gruppo del Biscione con ambizioni necessariamente ridimensionate. Tentativi dell’ultimo minuto per mettersi d’accordo non risulta siano stati fatti. L’emittente che fa capo alla famiglia Berlusconi concorrerà perciò probabilmente per il pacchetto B, per la trasmissione in digitale terrestre, che, con 200 milioni di base, offre i diritti di Juve, Milan, Inter e Napoli più quattro squadre minori.
Partita chiusa quindi – almeno per quanto riguarda la serie A (il termine per presentare le offerte per i diritti della Champions scade invece alle 12 di lunedì 12) – a meno che per qualche motivo non si ricominci daccapo. La Lega conta di ricavare almeno 1 miliardo dalla cessione dei diritti del campionato e l’Antitrust si è riservata di rispondere all’esposto presentato la settimana scorsa da Mediaset per ottenere un riequilibrio dei pacchetti. Il Biscione in particolare ha puntato il dito contro il pacchetto D che concentra 324 eventi, con squadre non ricomprese nei pacchetti per piattaforma, ma comunque di grande richiamo, come Roma, Lazio e Fiorentina. 
Salvo sorprese, quindi, i rapporti tra Parigi e Cologno sembrano destinati a rimanere sul piano del contenzioso. La settimana prossima De Puyfontaine si recherà in Agcom per spiegare come intende ottemperare alla delibera dell’Auhtority che considera contra legem la contemporanea presenta di Vivendi in Telecom e Mediaset con quote superiori al 10%. Vivendi non rinuncia al ricorso (al Tar e alle Ue), ma nell’attesa congelerà i diritti di voto nel Biscione per la parte compresa tra il 10% e il 29,9%.