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 2017  giugno 09 Venerdì calendario

Il principe Stroll sogna Villeneuve. «Figlio di papà? Mi merito la F1»

MONTREAL Lance ha dormito a casa di papà. Casa per modo di dire: le Stroll houses sono un imprecisato numero di sontuose residenze sparse per il mondo e non difetta questa nel verde di Montreal poco lontano dal circuito Gilles Villeneuve. «Un sogno diventato realtà poter gareggiare qui». Non che per il rampollo miliardario la dimensione del sogno sia esattamente come quella di un comune diciottenne: ciò che desidera, Lance ha. È il primo canadese a correre sul tracciato casalingo dal 2006, da Jacques Villeneuve figlio dell’ex ferrarista che in Quebéc vinse nel ‘78. «Villeneuve? Gilles non l’ho potuto vedere in gara, ma è stato un talento estremo e molto amato. Prendeva rischi che altri non prendevano. È un onore gareggiare dopo Jacques, campione nel ‘97 l’anno prima che nascessi. Ho molti ricordi di quando venivo a vedere da ragazzino le gare qui e ora ci corro io, un sogno». In una F1 che sente Alonso parlare sempre più spesso di ritiro («Se non vinco decido a settembre, certo se i Gp diventano 25 me ne vado»), è l’esordiente Stroll il testimonial sulla pista disegnata sul bacino olimpico dell’Ile de Notre-Dame. «Sembra interessante guidare qui, in più le nostre auto in passato sono andate molto forte». È il rookie della Williams che qui ha vinto sette volte. Lui, di auto, finora ne ha scassate poche meno: ritiro in Australia, Cina, Bahrain e Monaco. L’11° posto in Russia e il 16° in Spagna. Frivolezze che non contano quando c’è il resto, e il resto è tanto: papà Lawrence, 58 anni, da una piccola azienda di abbigliamento del padre ha costruito una fortuna stimata in 2,6 miliardi di dollari trattando marchi di sportswear americani in Canada. Mamma Claire-Anne Callens, belga, ha una sua linea di abbigliamento sportivo di lusso, cachemire organico, manifattura in Italia. Vivono a Ginevra. Le molte responsabilità da sopportare sono compensate da un allietante parco giochi di famiglia: uno yacht di 97 metri per 18 ospiti e 34 persone di servizio dal nome evocativo (Faith), quattro jet privati che, ma si direbbe leggenda metropolitana, arrivano quando al piccolo principe viene lo sfizio di pregiato manzo di Kobe. Non sono certo orpelli le Ferrari per cui Stroll senior ha una fervente ossessione: gliene sono attribuite 25 tra cui una spider Gtb/4 S Nart del ’67 che è stato un affarone: 27,5 milioni di dollari. Il rosso mausoleo è conservato in un salone della tenuta di Mont Tremblant, 140 chilometri da Montreal dove anche il circuito sul quale Lance ha iniziato in kart sono di proprietà Stroll. Col generoso entusiasmo del genitore Lance è stato alla Ferrari Academy per 5 anni dal 2010, seguito dall’ingegnere di pista di Schumacher (Luca Baldisserri). Si è allenato su simulatori migliori di quelli dei team, e uno staff dedicato. L’arrivo nella serie maggiore sarebbe stato sollecitato (lecitamente) con circa 80 milioni di dollari investiti da papà. «I soldi mi hanno facilitato, ma il posto me lo sono anche guadagnato». Con Prema ha vinto la F4 e la F3 l’anno scorso: 28 successi, 44 podi. Adesso gioca in casa. Pardon, nella sua isola dorata.