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 2017  giugno 09 Venerdì calendario

I bambini riconoscono i volti già nel ventre materno

ROMA Nel pancione a occhi aperti: ancor prima di nascere i bambini sanno distinguere la forma di un volto umano. Ed essendo l’utero assai più trasparente di quanto non si credesse, i ricercatori delle università inglesi di Lancaster e Durham hanno messo a punto un esperimento per dimostrarlo.
Si sa da decenni che i bambini appena nati vedono molto male. Ma, quando possono, fissano lo sguardo sui volti umani, distinguendoli d’istinto rispetto a tutte le altre forme che li circondano. Il gruppo di psicologi inglesi guidato da Vincent Reid si è chiesto quale fosse l’origine di questo comportamento innato. E ha provato a cercarla nel ventre materno.
«Nel terzo trimestre di gravidanza – scrivono i ricercatori su Current Biology – il feto umano ha già la capacità di processare alcune informazioni che gli arrivano dai sensi». E all’interno dell’utero «esiste una luminosità molto maggiore rispetto a quanto non si credesse in passato». Con la luce di un laser, Reid e i colleghi hanno ricostruito un viso umano stilizzato (un semplice triangolo formato da tre puntini con la base in alto) e lo hanno proiettato sul ventre della mamma. Un ecografo ad alta definizione seguiva intanto la testa del bimbo. I ricercatori hanno puntato l’immagine del viso al lato della sua testa, in modo che ricadesse ai margini del campo visivo. Poi l’hanno spostata lentamente, osservando le reazioni del feto. Lo stesso esperimento è stato ripetuto rovesciando il triangolo in modo che avesse la punta rivolta verso l’alto, e non fosse dunque più identificabile con la forma del volto.
Il test è stato svolto su 39 bimbi dalla 34esima settimana in poi e il numero dei feti che hanno girato la testa verso la luce a forma di viso umano è stato doppio rispetto a quelli che sono stati attratti dal triangolo con la punta in alto. Anzi, quest’ultima forma ha spinto un buon numero di bambini a girarsi dall’altra parte.
«C’era la possibilità che i bimbi si voltassero incuriositi verso qualunque stimolo luminoso, vista la novità della situazione. Ma la differenza di comportamento fra le due forme che gli abbiamo presentato è stata molto netta» ha commentato Reid, scoraggiando comunque le mamme dal creare giochi di luce per i loro cuccioli in gestazione.
La prossima tappa dell’esperimento consisterà nel vedere fino a che punto i feti sanno contare. Un’altra capacità innata dei neonati è infatti quella di distinguere gli insiemi numerosi da quelli con pochi elementi.