Corriere della Sera, 9 giugno 2017
Come Robinson Crusoe. Tutti i posti silenziosi
Sulla spinta dell’esasperazione per i rumori urbani fino a 100 decibel di New York, lo scrittore e docente di scrittura creativa alla Nyc University George Foy, ha risolto il problema da intellettuale: scrivere un libro. La sua ricerca dei luoghi silenziosi sparsi sul pianeta si è concretizzata nel libro «Zero Decibels», un crocevia dove l’eco-acustica incrocia scienza e viaggio.
Provate con un piccolo esperimento: scrivete la lista dei vostri viaggi e sottolineate con la penna rossa i luoghi in cui avete vissuto il silenzio assoluto; vedrete che su decine e decine di mete il silenzio spunterà durante una notte in barca a vela, in un safari, su una spiaggia isolata.
Comunque raramente. La meta silenzio è rara: «Ho pensato subito all’Antartide» dice Foy «ma dipende dalla stagione: nell’estate australe si moltiplicano i rumori degli aerei dei ricercatori e delle navi da crociera; un generatore di elettricità qui si sente fino a 25/30 chilometri di distanza». Il punto di vista dell’ecologista acustico Gordon Hempton è un misto di ottimismo e pessimismo: «Nella foresta amazzonica, a oltre mille chilometri dalla città abitata più vicina si sente almeno un’aereo ogni ora; ma nelle mie ricerche ho trovato grandi aree di silenzio». Le «grandi aree di silenzio» per Hempton sono circoli di 3.000 chilometri di aree naturali con al centro punti di quiete assoluta. Con questo metodo, il ricercatore ha individuato negli Stati Uniti oasi di silenzio: la foresta pluviale di Hoh Rainforest nello stato di Washington; il Parco Nazionale Grasslands in Canada e la Boundary Waters Canoe Area in Minnesota. In Europa, la Campagna Permanente per proteggere l’Inghilterra Rurale ( www.cpre.org.uk ) ha individuato nel Northumberland, la contea più silenziosa del Paese, al confine nord orientale con la Scozia. Il relax del silenzio si sperimenta in una casa rurale, la Walwick Hall, convertita in hotel (a una quindicina di chilometri dal villaggio di Hexham www.visitnorthumberland.com ) da cui si parte per lunghi trekking. L’Africa abbonda di luoghi silenziosi ma non sempre facili da raggiungere: un buon compromesso è il Kgalagadi Transfrontier Park che a differenza di molti altri parchi può essere attraversato con un’auto a noleggio senza particolari permessi ( www.sanparks.org/parks/kgalagadi ). Lontani dalle postazioni dei ranger (dove si pernotta, 90 euro a notte) basta un’ora di auto per trovarsi in totale solitudine al cospetto della savana dove si è intrusi nel perfetto silenzio naturale della savana; il parco fa parte del deserto del Kalahari («terra di grande sete») il quarto più esteso del Pianeta.
Il silenzio italianoIn Italia, una piccola celebrità fra i camminatori che cercano la quiete assoluta è il Selvaggio Blu ( www.selvaggioblu.it ), un difficile sentiero da Pedra Longa, nell’Ogliastra, a Cala Luna fra i comuni di Dorgali e Baunei che si percorre in alcuni giorni. E il silenzio? si trova soprattutto oltre la metà del lungo sentiero quando si attraversano i grandi boschi su terrazzamenti di Biriola, Orronnoro e Sisine.
Se conventi e monasteri sono sinonimo di silenzio e ritiro, le Clarisse Eremite del Monastero di Santa Maria della Provvidenza di Fara Latina aprono al pubblico il Museo del Silenzio: i curatori (il progetto è di Maria Luisa Agneni) hanno esaltato l’elemento immateriale più forte nella vita delle monache, creando uno spazio completamente sganciato dal mondo esterno (aperto solo sab. e dom. su prenotazione www.museodelsilenzio.it ).
In Calabria si fa esperienza di una dimensione selvaggia nella Riserva Naturale di Orsomarso-fiume Argentino, una zona a sud ovest del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Cosenza: dal borgo si cammina lungo sentieri di una catena montuosa che ospita lupi e aquile reali in un ecosistema incontaminato. Dall’altro capo della Penisola, l’Alta via dolomitica 6, detta «dei silenzi» abbina ancora una volta cammino e quiete totale; un lungo sentiero (per esperti) che raggiunge parti di questi monti allo stato puro, dalle sorgenti del Piave fino alla foresta del Cansiglio e a Vittorio Veneto ( www.infodolomiti.it ).
Le isole remoteSenza arrivare all’esperienza estrema di Jonathan Franzen che decise di raggiungere l’isola di Mas Afuera (fino al 1966 si chiamava Alejandro Selkirk) per un’esperienza d’isolamento da cui nacque un saggio fra diario personale e riflessioni sul romanzo «Robinson Crusoe» di Daniel Defoe, altre isole remote (ma più facili da raggiungere) offrono esperienze silenziose: Hiva Oa, nell’arcipelago delle Marchesi e famosa per i due personaggi che decisero di vivere qui, il pittore Paul Gauguin e il cantante Jacques Brel, entrambi in fuga dalla società occidentale; ma in generale le Marchesi sono una forma di estraniamento anche dalla Polinesia da cartolina, essendo a 1.500 chilometri da Tahiti.
Il silenzio è versatile e diventa naturale compagno della Land Art, come quello della Garden Valley in Nevada, che circonda «City» (doublenegative.tarasen.net), l’opera di una vita dell’artista americano Michael Heizer.