Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 09 Venerdì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - LA MAY PERDE 18 SEGGIREPUBBLICA.ITLONDRA - L’annuncio di Theresa May dopo il breve colloquio, appena 15 minuti, a Buckingham Palace con la Regina: "Farò un nuovo governo, per rispettare la promessa della Brexit"

APPUNTI PER GAZZETTA - LA MAY PERDE 18 SEGGI

REPUBBLICA.IT
LONDRA
- L’annuncio di Theresa May dopo il breve colloquio, appena 15 minuti, a Buckingham Palace con la Regina: "Farò un nuovo governo, per rispettare la promessa della Brexit". A sostenere il nuovo esecutivo, oltre alla componente parlamentare tory fortemente ridimensionata dall’esito delle elezioni (318 seggi, -18 rispetto alla precedente legislatura) al punto da non garantire da soli una maggioranza, la stampella fornita dai dieci seggi dei nordirlandesi del Democratic Unionist Party.

Sulla soglia di Downing Street, May ha confermato di poter contare sugli "amici" del Dup. "Continueremo a lavorare con loro" le parole della premier, "i nostri due partiti godono da molti anni di una forte relazione e questo mi dà la fiducia che saremo in grado di lavorare insieme nell’interesse dell’intero Regno Unito".

Ancora May: "Lavorerò con loro, perché mai come in questo momento la Gran Bretagna ha bisogno di certezze". Il gran bisogno di sicurezza innanzitutto, ma anche la certezza di portare in fondo il negoziato per l’uscita dall’Unione dall’Unione Europea, rispettando la tabella di marcia stabilita. "Avendo ottenuto il maggior numero di voti e di seggi alle elezioni generali - ha sottolineato May -, è chiaro che i conservatori e gli unionisti abbiano la legittimità per fornire queste certezze. E adesso - ha concluso - mettiamoci a lavorare, let’s work!". In Diretta 15:02 - 09 Giu Kensington, conteggio da rifareNel collegio elettorale londinese di Kensington conteggio da rifare. Lo riferisce Iain Watson, political correspondent della Bbc. L’emittente britannica poco fa aveva diffuso la notizia che il seggio era stato conquistato dai Laburisti. Il nuovo conteggio dovrebbe iniziare alle 18 (le 19 in Italia).   Giovanni Gagliardi 13:56 - 09 Giu Gb, Theresa May annuncia la formazione di un nuovo governoFormerò un nuovo governo per attuare la Brexit e mantenere il Paese sicuro. Lo ha detto la premier conservatrice Theresa May parlando a Downing Street al ritorno dall’incontro con la regina Elisabetta che l’ha autorizzata a formare un nuovo esecutivo. Giovanni Gagliardi 12:27 - 09 Giu Brexit, Juncker non vuole ritardi supplementari nei negoziatiIl presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha detto di "sperare" che l’Ue non debba trovarsi di fronte a "ritardi supplementari" nella conclusione dei negoziati sulla Brexit."Mi auguro che non ci troveremo di fronte a ritardi supplementari nella conclusione dei negoziati", ha dichiarato Juncker da Praga, a margine di una conferenza sull’avvenire della sicurezza e difesa della Ue. "Noi possiamo avviarli già domani alle 9,30", ha aggiunto in conferenza stampa. Giovanni Gagliardi 12:14 - 09 Giu L’accordo fra Dup e ToriesLe trattative tra Conservatori e Unionisti nordirlandesi sono andate avanti per tutta la notte, riporta l’Independent. Il maggiore partito nordirlandese ha motivato la decisione di formare una coalizione con i Tories con la necessità di impedire al leader laburista Jeremy Corbyn di diventare il nuovo primo ministro. Una coalizione Conservatori-Dup avrebbe un margine di 2 soli seggi oltre la soglia minima di maggioranza fissata a 326 seggi. Giovanni Gagliardi 12:12 - 09 Giu Osborne (Tories) critica May: "Dipende dai capricci del Dup""Quello che abbiamo ora è un governo di minoranza, in carica ma privo di poteri, dipendente dai capricci dei 10 parlamentari del Dup". Sono le parole con cui l’esponente conservatore George Osborne, avversario di Theresa May, stigmatizza l’intesa tra questa e gli unionisti nordirlandesi. "Le decisioni importanti per Londra verranno prese a Belfast", aggiunge dalle colonne dell’Evening Standard, "questa è una situazione insostenibile". "Due anni fa eravamo un faro di stabilità politica e successo economico. Oggi abbiamo l’opportunità di ripensare l’hard Brexit come la intendeva la Signora May. Possiamo rispettare gli esiti del referendum senza tagliare i nostri legami con il Mercato Unico e senza lasciare l’Unione Doganale", conclude. Giovanni Gagliardi 12:09 - 09 Giu Brexit, Berlino: "Per negoziati non cambia nulla""I britannici hanno notificato il 29 marzo 2017 la loro volontà di uscire dall’Ue, da allora è in vigore una scadenza di due anni, e su questo non cambia nulla". Lo ha detto la viceportavoce del governo tedesco Ulrike Demmer, in conferenza stampa a Berlino, rispondendo a una domanda sull’esito delle elezioni in Gran Bretagna. "Speriamo che le trattative comincino velocemente, perché ci sono soltanto due anni di tempo", ha aggiunto. Giovanni Gagliardi vedi altri
Il Dup "avvierà i colloqui con i Conservatori" per la definizione di un accordo politico che porti alla formazione del nuovo governo. Lo ha annunciato in un breve comunicato la leader del partito, Arlene Foster, riferendo di avere già parlato "questa mattina" con la premier Theresa May. "Vogliamo il meglio per l’Irlanda del Nord, ma anche per il Regno Unito. I nostri partiti studieranno come portare stabilità alla nostra nazione in questo momento di grande sfida". Gli unionisti del Dup, 10 seggi in Parlamento, hanno motivato il sostegno al nuovo governo May con l’obiettivo di negare ogni chance a un esecutivo costruito attorno al Labour di Jeremy Corbyn. In realtà, garantirebbero a May il sostegno esterno anche sulla base di un patto di fiducia imperniato su una precisa promessa: escludere che all’Irlanda del Nord sia concesso una sorta di statuto speciale che le permetta di restare nella Ue, come invece vorrebbe lo Sinn Fein, sette parlamentari.

Il conservatore George Osborne, avversario di Theresa May, non ha perso l’occasione per sottolineare quanto il nuovo esecutivo dipenderà "dai capricci dei 10 parlamentari del Dup". "Sarà un governo di minoranza, in carica ma privo di poteri, dipendente" ha affermato Osborne dalle colonne dell’Evening Standard, perché  "le decisioni importanti per Londra verranno prese a Belfast. Una situazione insostenibile. Due anni fa eravamo un faro di stabilità politica e successo economico. Oggi abbiamo l’opportunità di ripensare l’hard Brexit come la intendeva la Signora May. Possiamo rispettare gli esiti del referendum senza tagliare i nostri legami con il Mercato unico e senza lasciare l’Unione Doganale".

Dopo l’esito dell’urna, intorno alla Brexit ruota anche l’intervento di Andrea Sturgeon, leader del partito nazionalista scozzese. La batosta incassata dai conservatori, secondo Sturgeon, dovrebbe "fermare l’avventata corsa verso una hard Brexit". Sturgeon si è detta disponibile a lavorare con altri partiti in alleanza contro i tories, da lei accusati di aver creato caos nel Paese. Dura, la leader dei nazionalisti scozzesi, soprattutto con Theresa May: "Ha perso ogni autorità e credibilità". A seguire, anche da Sturgeon l’esortazione ai deputati di tutti partiti perché si impegnino perché il Regno Unito non tagli il vincolo con il Mercato unico.

Sul fronte interno, Sturgeon si è detta "delusa" dai risultati del suo partito. L’Snp risulta vincitore in 35 delle 59 circoscrizioni della Scozia, rimanendone il primo partito, ma ha perso 21 seggi rispetto al 2015. I conservatori scozzesi hanno invece ottenuto invece il loro miglior risultato dal 1983, passando da uno a 13 seggi. Risultato che allontana la prospettiva di un secondo referendum sull’indipendenza scozzese. "E’ morto", ha commentato la nuova leader del partito conservatore locale, Ruth Davidson.

Le elezioni hanno punito anche l’Ukip, motore politico dell’esito del referendum favorevole dell’uscita dalla Ue sotto la leadership di Nigel Farage. Il partito non ha ottenuto nessun seggio, scomparendo dalla mappa del Parlamento britannico. L’Ukip si è liquefatto, oltre ogni pronostico negativo. Se lo zero alla casella £seggi" era scontato, non lo era la percentuale del voto, collassata dal quasi 13% delle politiche del 2105 a un misero 1,8, per non parlare del 23,1% conquistato alle europee del 2014. Il leader del partito Paul Nuttall ha annunciato le sue dimissioni, con effetto immediato in modo da permettere di avere una nuova leadership già a settembre.  "Ora toccherà a qualcun altro costruire il futuro dell’Ukip" ha detto in conferenza stampa.

Non andrà di certo all’Ukip l’unico seggio ancora da assegnare, quello del collegio elettorale londinese di Kensington, oggetto di una contesa all’ultima scheda tra conservatori e laburisti. Rientrato l’annuncio della Bbc di una vittoria del Labour, che avrebbe così incassato il suo 262mo parlamentare (+30), il conteggio è invece ancora da rifare. Lo ha riferito Iain Watson, corrispondente dell’emittente di Stato. Il nuovo conteggio dovrebbe iniziare alle 18 (le 19 in Italia).

Il seggio da assegnare non influisce invece sul calcolo dell’affluenza. Che è stata da record, per gli ultimi 20 anni, grazie soprattutto al voto giovanile trascinato da Jeremy Corbyn: il dato ufficiale consolidato, quando manca solo il collegio di Kensington che non può modificarlo, si attesta al 68,7%. Mai cosi in alto dal 1997. Secondo l’unione nazionale degli studenti (Nus), i "millennials" britannici hanno avuto un ruolo chiave nella rimonta del Labour, che come i conservatori ha sfondato il juro del 40 per cento dei voti e conquistato 31 nuovi seggi. "I primi report dicono che il 72 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni ha votato. Alcuni sono sorpresi, noi no" ha twittato Malia Bouattia, presidente del Nus. Dal referendum sulla brexit dello scorso anno, poi, 750mila elettori hanno compiuto 18 anni e sono potuti andare a votare per la prima volta.

FRANCESCHINI
"È un risultato inaspettato e grave quello che si profila per Theresa May alle elezioni britanniche: dai primi exit poll, l’attuale premier perde 17 seggi rispetto alla maggioranza che aveva David Cameron anziché guadagnarne, come era l’obiettivo specifico per cui aveva convocato queste elezioni. La leader del partito conservatore quindi vince le elezioni ma perde la maggioranza in Parlamento. Il vincitore morale è Jeremy Corbyn che ha portato il partito laburista a guadagnare seggi, un risultato molto migliore di quello che ci si aspettava". Il commento di Enrico Franceschini

MERLO
"Theresa May ha perso le elezioni che ha vinto e Jeremy Corbyn ha vinto le elezioni che ha perso. Tutti si aspettano che la May esca  di scena e per i millennials Corbyn è diventato l’eroe che chiude con la ’sinistra di destra’. Stanotte i giovani laburisti hanno brindato alla Repubblica Popolare d’Inghilterra. Ma due sconfitti non fanno un leader e Londra è senza una guida, impaurita, con polizia armata e quartieri-ghetto dove vivono i futuri assassini". 37 MILA VOTI PERSONALE