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 2017  giugno 09 Venerdì calendario

Ad Alessandria gli Ufo in mostra, meno avvistamenti più immaginario

E.T., l’extraterrestre protagonista dell’indimenticabile film di Spielberg del 1982, è tornato davvero a casa. Dall’inizio del nuovo millennio, sono praticamente scomparsi quelli che gli ufologi definiscono «incontri ravvicinati del terzo tipo», gli avvistamenti di Ufo a breve distanza, con atterraggio e presenza di alieni, che ispirarono lo stesso regista nel 1977 quando girò l’omonimo film. «È vero – sottolinea Paolo Toselli, 57 anni, alessandrino, che ha dedicato una vita allo studio di questi fenomeni e che è tra i fondatori del Cisu, il Centro italiano studi ufologici -. Quel tipo di avvistamento sembra ormai scomparso. Restano quelli di luci lontane e tantissime video e foto in cui compaiono immagini all’apparenza misteriosa, ma per la maggior parte spiegabilissima. Il Cisu ha raccolto in Italia oltre 25.000 segnalazioni, a partire dal primo dopoguerra. Circa 500 nel 2016, di cui circa il 10% in Piemonte. In diminuzione rispetto agli anni precedenti. Oltre il 90% dei casi ha una probabile spiegazione e solo il 5-10% risulta davvero non identificato».
Se gli Ufo sembrano quasi spariti dai cieli, restano invece ben presenti nell’immaginario collettivo, nella cultura popolare. Come prova una mostra ad Alessandria da oggi al 30 giugno (al museo etnografico «C’era una volta»), allestita dallo stesso Toselli. La data è significativa, perché proprio 70 anni fa nacque la moderna ufologia. Il 24 giugno 1947 l’aviatore statunitense Kenneth Arnold riferì di aver avvistato, mente era sul suo aereo, nove strani oggetti volanti. Sulla base della sua descrizione, nacque il termine «dischi volanti». Che segnò i decenni successivi.
«Gli scienziati cercano gli extraterrestri in mondi lontani – commenta Toselli -. Gli ufologi cercano gli Ufo nei nostri cieli. Ma, in realtà, “loro” sono già in mezzo a noi! Dal 1947, subito dopo i primi avvistamenti di dischi volanti, la cultura popolare è stata contaminata da una quantità esagerata di creature aliene e astronavi galattiche in visita al nostro pianeta». E gli esempi più affascinanti e curiosi sono esposti nella mostra. Il materiale proviene dalla sterminata collezione accumulata nei decenni da Toselli: copertine di riviste come La domenica del Corriere e Settimana Incom, ma anche il primo fumetto italiano in cui compare un disco volante L’invincibile Dan del 1 luglio 1948, con episodio Sperduti nel mistero, poi album (vinili), con copertine a tema come Ufo del gruppo Guru Guru, Alien 4 degli Hawkwind, e Daylight again di Crosby, Stills & Nash, ma anche l’album Orchestra Spettacolo Raoul Casadei del 1978 in cui la regina del liscio compare all’interno di un disco volante a forma di Saturno. Non mancano esempi di pubblicità: la prima su carta stampata apparve in Italia il 1 aprile 1950: un marziano «futurista» che reclamizzava un noto lassativo. Ci sono poi gadget e giocattoli, compreso il primo modellino di fantascienza in plastica che rappresenta proprio un classico disco volante. Davvero gli Ufo sono ancora ben saldi fra noi.