Corriere della Sera, 9 giugno 2017
Hitchcock e Truffaut, il documentario su un incontro magico
Su Sky Arte sta andando in onda un bellissimo documentario, «Hitchcock–Truffaut» dedicato al più grande atto d’amore che lo spirito cinefilo abbia mai concepito. Era il 1962 e François Truffaut, critico per i Cahiers du Cinema che nel frattempo aveva già diretto un film importante come I quattrocento colpi, decide di incontrare Alfred Hitchcock e intervistarlo per otto lunghi giorni.
Per convincerlo gli scrive una lettera, esprimendo così tutta la sua stima: «Da quando anch’io sono diventato regista, la mia ammirazione per Lei non è diminuita; al contrario, è diventata più forte. Ci sono molti registi che amano il cinema, ma ciò che Lei possiede è un amore proprio per la celluloide, ed è per questo che vorrei parlarle».
La storia è abbastanza nota, dalla conversazione nasce un libro memorabile, Le cinéma selon Hitchcock (in Italia è pubblicato da Il Saggiatore), che diventa una pietra miliare nella storia del cinema, al pari dei film dei due registi. All’epoca si trattò di un gesto non poco rivoluzionario da parte di Truffaut, perché nell’opinione comune e in gran parte della critica Hitchcock era ancora percepito solo come una star televisiva espressione «bassa» della cultura pop, un regista votato all’intrattenimento senza lo spessore riconosciuto al cinema «d’autore».
Ma Truffaut conosceva i suoi film sequenza per sequenza e ne aveva colto gli aspetti di grande maestria tecnica così come quelli più ideali: il ruolo dello spazio nelle inquadrature, l’essenzialità dei dialoghi, il rapporto con il verosimile, la dimensione onirica e freudiana, il lavoro svolto sugli attori, la teoria della suspence...
È così che l’intervista diventa una specie di glossa ai film di Hitch, che il documentario ha arricchito inserendo i passaggi più importanti dei film e intervistando i registi contemporanei che ne sono stati più influenzati, da David Fincher a Wes Anderson.