la Repubblica, 9 giugno 2017
Il grillino Sibilia alla Lorenzin: «Quanti Rolex per il piano vaccini?»
Un post su Facebook per cancellare settimane di impegno da parte dei Cinquestelle nel ridefinire le posizioni sulle vaccinazioni. Ieri mattina, il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Lorenzin che introduce l’obbligo di fare da 9 a 12 vaccini per potersi iscrivere a scuola, il deputato Carlo Sibilia si è prodotto in una dichiarazione pesantissima nei confronti della ministra alla Salute. Oltre ad accusarla di essere prezzolata da Big Pharma, sostiene che con il suo provvedimento non sta seguendo la scienza. Il tutto ha fatto partire, a stretto giro, un annuncio di querela da parte della stessa Lorenzin. «Il vaccino obbligatorio e immediato deve essere quello contro la follia del ministro della Salute Lorenzin – scrive Sibilia – La politica dell’incompetenza ha preso il posto della scienza. Chissà se un giorno verremo a sapere quanti Rolex ha ricevuto il ministro per scrivere questo decreto irricevibile?». Poi sottolinea come in Italia non ci siano emergenze epidemiologiche che giustifichino 12 vaccini obbligatori. «Ci trattano come incoscienti. Impongono il Tso ai nostri bambini». E l’affondo: «Questo decreto sarà una delle tante fesserie fatte dal governo Renzi che cancelleremo appena al governo». La reazione della ministra, che parla di contenuto diffamatorio e dichiarazioni prive di fondamento, non è solo l’annuncio di una querela. Lorenzin fa anche una riflessione politica: «Tutto ciò – dice – dimostra come il Movimento 5 Stelle faccia finta di essere a favore dei vaccini ma nella realtà li avversi in tutti i modi, dimostrando così la totale inadeguatezza a misurarsi sui temi scientifici e a candidarsi a governare i processi a tutela della salute pubblica». Non passa molto tempo e i capigruppo dei 5Stelle di Camera e Senato fanno una controreplica sostenendo che il Movimento sul tema vaccini «ha una linea chiara e decisa ma, al contempo, equilibrata e civile». Evidentemente in quest’ultimo passaggio non si riferiscono a Carlo Sibilia, non nuovo tra l’altro ad uscite provocatorie su temi scientifici e non. E forse anche a causa di queste uscite il suo peso all’interno del Movimento non è più lo stesso di un tempo, quando era un membro del direttorio. «La nostra contrarietà – proseguono i capigruppo – era e resta nei confronti di un decreto i cui eccessi contrasteremo in sede parlamentare con la forza degli argomenti». Poi ricordano a Lorenzin di aver «espresso in tutte le sedi di essere favorevoli ai vaccini e di ritenerli fondamentali». E forse, per non restare indietro rispetto alla ministra, anche da parte loro c’è una minaccia di chiamare in causa la magistratura: «Chiunque dichiari il contrario sta diffondendo menzogne e, dunque, è passibile di querela». Ieri a Lorenzin è arrivata la solidarietà di molti esponenti del Pd, come Michele Anzaldi, oltre che di Ap, il suo partito. E di vaccini si è continuato a parlare per tutto il giorno, sia dal punto di vista pratico dell’applicazione del decreto, con problematiche segnalate da alcune Regioni e dalla Federazione degli Ordini dei medici, che si è espressa a favore della norma ma ha chiesto un decreto attuativo che chiarisca alcuni punti. Lorenzin si è detta anche favorevole ad inserire nella lista l’anti pneumococco.