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 2017  giugno 08 Giovedì calendario

Uccidono la cigna, il maschio impazzisce

Per quarant’anni il laghetto dei giardini pubblici di Vittorio Veneto, 30 mila abitanti in provincia di Treviso, ha sempre ospitato una coppia di cigni, un maschio e una femmina. Dagli anni Settanta in poi chiunque sia passato davanti a quello specchio d’acqua di fronte al municipio, appena sotto la stazione dei treni, ha potuto ammirarne il lungo collo e le movenze eleganti. I cigni hanno tenuto compagnia a generazioni di famiglie a passeggio per la città coi bambini. Gli uccelli, col passare del tempo, secondo le leggi della natura, si sono ovviamente alternati: i più anziani hanno lasciato posto ai più giovani e così via. Ma i giardini hanno sempre avuto la loro coppia di esemplari.
Da qualche giorno non è più così. Il laghetto, da venerdì scorso, è infatti orfano dei propri inquilini. Il motivo? Giovedì qualche cretino ha pensato bene di massacrare la femmina a sassate. Ha agito vilmente, nel buio. Ha aspettato che in zona non ci fosse più nessuno ed è entrato in azione, maciullando le zampe del povero animale. Il cigno, colpito in modo violento anche al corpo (sono state ritrovate numerose piume bianche all’interno del recinto che delimita lo stagno, dove sono stati rinvenuti anche i sassi) è probabile che abbia vanamente provato a fuggire ai colpi del suo infame assalitore uscendo dall’acqua. La mattina dopo l’uccello è stato ritrovato in fin di vita da un giardiniere. L’animale è stato trasportato d’urgenza nelle serre comunali, dove però è morto poco dopo. 
LA DENUNCIA 
Il cigno maschio, anche lui un esemplare dalle piume bianche, fortunatamente è stato risparmiato dai colpi. Ma il dolore per la perdita della compagna lo ha fatto impazzire. Non avendola più vista far ritorno nel laghetto, ha cominciato a cercarla fuori, per la piazza e lungo le strade limitrofe. Ha salito le scalette che portano alla ferrovia, si è districato tra il via vai dei passanti incuriositi dalla sua presenza, ma non l’ha trovata nemmeno lì. L’ha cercata ovunque, ma niente, la compagna non c’era più. Così l’animale, che era sempre stato mansueto, è diventato aggressivo e inavvicinabile. L’amministrazione comunale, per consentire ai veterinari di prestargli le cure e di tenerlo sotto osservazione, ha deciso di trasferirlo nelle stesse serre dov’era stata portata la compagna morente. 
Il Comune ha subito presentato ai carabinieri una denuncia contro ignoti. Nella zona ci sono alcune telecamere di sorveglianza, e l’amministrazione ha già consegnato i filmati alle forze dell’ordine. «Speriamo che chi ha commesso un gesto così vergognoso venga identificato e poi punito con la pena che merita» dice a Libero il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon. «Mi auguro che i responsabili possano essere individuati quanto prima, anche se non è sempre facile, soprattutto se gli episodi accadono di notte col buio. Personalmente non ho ancora potuto vedere il filmato. Confido che le immagini consentano di risalire a chi si è macchinato di un episodio così vergognoso». 
INSULTI IN RETE 
Non è la prima volta che nel Comune trevigiano si verifica una cosa simile. Qualche anno fa un’altra mano infame si era divertita a uccidere a sassate un altro dei cigni del laghetto. Sono decine, sui siti web locali, i commenti sdegnati degli utenti. Tutti chiedono che questo nuovo infame venga assicurato alla giustizia e che paghi per quanto ha fatto. «Essere ignobile», «maledetto», «bastardo», «vigliacco», «schifoso», sono soltanto alcuni degli epiteti sparsi qua e là per il web. C’è anche chi, dopo l’eventuale individuazione del colpevole, chiede che ne venga pubblicato il nome e il cognome. Di certo va individuato e punti come merita. Nel frattempo il Comune di Vittorio Veneto potrebbe decidere a breve di mettere nel laghetto altri due cigni.