la Repubblica, 8 giugno 2017
Milan, i nuovi padroni sono come fantasmi. Ma già spesi 86 milioni
Tre colpi già chiusi: Musacchio, Kessie e Ricardo Rodriguez. Uno dietro l’angolo: Biglia. Appuntamento fissato per Conti dell’Atalanta. E oggi a Milano incontro con Jorge Mendes per parlare di James Rodriguez, in esubero al Real Madrid, e Andrè Silva, attaccante 21enne del Porto. Il centravanti portoghese potrebbe essere l’alternativa più praticabile a Morata, destinato alla Premier per ragioni di soldi e palcoscenico: Manchester United o Chelsea possono essere più munifiche col Real e giocano in Champions. Molto distanti le posizioni col Torino per Belotti: offerta 45 milioni, richiesta 100. Concorrenza di Psg e Manchester United.
Il Milan, in pochi giorni di mercato, ha ricostruito mezza formazione titolare e mobilitato 86 milioni in cartellini, al netto delle formule usate che potranno posticipare l’impatto delle spese. Una velocità d’esecuzione notevole per una società da quasi due mesi in mano a una proprietà poco visibile. In prima fila Fassone e Mirabelli, decisamente più defilati gli acquirenti cinesi. Tra oggi e domani la Uefa darà la sua risposta alla richiesta di “voluntary agreement” presentata dal club rossonero per rientrare spontaneamente nei parametri del fair play finanziario evitando punizioni dopo anni di bilanci in perdita. Nyon ha chiesto alcuni chiarimenti. Due gli ambiti da approfondire. Secondo il governo del calcio europeo, sarebbero sovrastimati i ricavi commerciali previsti in Cina dal Milan. Si tratterebbe di cifre superiori a quelle ottenute, ad esempio, da Bayern e Barcellona. La Uefa vorrebbe capire meglio come è possibile arrivare a livelli così elevati. Inoltre, visto che un presupposto per accedere al “voluntary agreement” è il cambio di proprietà, la Uefa avrebbe voluto qualche certezza in più sulla consistenza imprenditoriale di Yonghong Li.
In questo campo i particolari sono sempre stati estremamente ridotti. L’ultimo aggiornamento risale all’assemblea del 18 maggio con i profili ufficiali consegnati ai soci. Tracciabile il percorso professionale di Lu Bo e del giovane Xu Renshuo. Restano invece punti interrogativi sul neo presidente Yonghong Li. L’unica sua impresa citata nel curriculum, la società mineraria Guizhou Fuquan Group (fosforo), non lascia impronte sul web. E non risulta nemmeno a una verifica effettuata da fonti italiane abituate a trattare con la Cina ad alti livelli economici e istituzionali. Questo non basta a dire che Guizhou Fuquan Group non esiste, ma di sicuro è difficile avere informazioni sull’unica azienda del proprietario di uno dei club calcistici più importanti del mondo.
Non hanno avuto contatti col nuovo proprietario del Milan nemmeno i rappresentanti diplomatici italiani che operano nelle città dove Yonghong Li dovrebbe avere il centro dei suoi interessi: Guangzhou e Shenzhen. L’uomo d’affari cinese è scomparso dai radar dopo il blitz milanese di metà aprile: nessun tipo di dichiarazione, messaggio o intervista. Secondo il Milan, potrebbe tornare in Italia a fine mese. Interessante notare che, secondo fonti italiane presenti sul mercato cinese, potrebbe esistere un legame tra ZBJ Network – l’azienda di new media alla quale collabora Xu Renshuo – e Hainan Airlines, la compagnia aerea che nei giorni scorsi è stata accostata ad Alitalia. La sensazione è che, dopo il closing, il Milan voglia camminare sulle gambe della nuova dirigenza lasciando la proprietà su uno sfondo molto lontano. La partenza sprint sul mercato lo conferma. In attesa del responso Uefa.