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 2017  giugno 08 Giovedì calendario

Ius soli: cittadinanza ai figli di immigrati regolari, al Senato c’è un muro

ROMA Senza i 5Stelle difficile farcela. Ma sul blog di Grillo la linea è: “Ius soli, repetita iuvant”. Indica che la posizione del Movimento dal l 2013 è sempre la stessa, e cioè “meglio no”. Perché «una decisione che può cambiare nel tempo la geografia di un paese, non può essere lasciata a un gruppetto di parlamentari e di politici in campagna elettorale permanente». Per dare la cittadinanza italiana ai bambini figli di immigrati ma nati e cresciuti in Italia – secondo Grillo – ci vorrebbero casomai un referendum e anche una discussione e una concertazione con gli Stati della Ue. In pratica, se tra una settimana (come previsto) la legge sulla cittadinanza che archivia per sempre lo ius sanguinis – per cui si è italiani se figli di italiani – sarà votata nell’aula del Senato, i grillini voterano contro o si asterranno (che a Palazzo Madama equivale a pollice verso).
Un anno e 7 mesi fa lo “ius soli temperato” – una versione soft del diritto di cittadinanza a tutti i nati in Italia – aveva avuto il prima via libera alla Camera. Poi l’oblio, la palude, le schermaglie in Senato. E ora un muro. Anche se il Pd, i demoprogressisti capitanati da Doris Lo Moro e Sinistra Italiana hanno deciso che il 15 giugno o la va o la spacca in aula, la destra e i centristi alzano le barricate. Anna Maria Bernini, forzista solitamante misurata, protesta: «Mentre l’Europa intera è ogni giorno al centro di attacchi terroristici... in un simile scenario appare quantomeno surreale il dibattito sull’introduzione dello ius soli». Gli alfaniani poi nutrono dubbi e sono critici. Per non parlare della Lega. Roberto Calderoli annuncia che gli 8 mila emendamenti presentati dal Carroccio in commissione Affari costituzionali, «in aula saranno moltiplicati per due, per tre, per enne volte». Diventeranno decine di migliaia per la battaglia di tutte le battaglie lumbàrd: niente ius soli né ius culturae a quel milione di bimbi e ragazzi senza cittadinanza. Salvo Torrisi, il presidente della commissione Affari costituzionali, centrista, vede «la situazione complicata». Con la spada di Damocle di elezioni anticipate a settembre, nel clima ormai da campagna elettorale, la legge attesa da quindici anni, da quando la Comunità di Sant’Egidio presentò una prima proposta, è quasi su un binario morto. Il presidente del Pd, Matteo Orfini aveva proposto di approvarla con la fiducia. Subito stoppato dai centristi della stessa maggioranza.
Martedì prossimo, alla vigilia della discussione in aula, i ragazzi di “#Italianisenzacittadinanza” presenteranno in una conferenza stampa la petizione con 40 mila firme raccolte per chiedere l’ok definitivo allo ius soli, alla riforma di civiltà che rende semplicemente diritti a chi non li ha «pur andando a scuola in italia, parlando italiano, essendo italiano», come ha sottolineato il presidente del Senato Pietro Grasso, definendola «una priorità».
Lo “ius soli temperato” prevede che i minori nati in Italia da genitori stranieri acquisiscano la cittadinanza italiana se almeno uno dei genitori ha il permesso di soggiorno Ue o permesso di soggiorno permanente. In base allo “ius culturae” inoltre, i minori stranieri arrivati in Italia prima di avere compiuto i 12 anni, potranno diventare cittadini italiani dimostrando di avere frequentato per almeno 5 anni regolarmente la scuola.