Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 08 Giovedì calendario

L’amaca

Dato l’eccesso di dietrologi e complottisti in attività permanente, non saremo noi a stabilire un nesso certo tra il viaggio di Trump a Riad e il repentino precipitare della situazione in Medio Oriente. Ma la tentazione di farlo è fortissima. Quasi irresistibile. Se i cento miliardi di dollari in armamenti portati in dono ai sauditi servivano, nelle intenzioni, a consolidare un’alleanza già abbondantemente comperata in precedenza, sono invece serviti a svendere una politica, quella di Obama, che puntava sull’Iran sciita come possibile elemento di equilibrio e argine al terrorismo. Appena decollato l’aereo di Donald, ecco l’indicazione del Qatar come capro espiatorio e complice dell’Iran, ecco gli attacchi dell’Isis a Teheran. Una temperatura già rovente diventa incandescente.
Il passaggio di Trump in Medio Oriente richiama quello di Mister Magoo in una strada affollata: dopo di lui la catastrofe, ma il simpatico vecchietto ipovedente non se ne accorge. Trump, a differenza di Magoo, non è neanche simpatico. Un’altra differenza sostanziale è che non è un cartoon, anche se lo sembra, ma il presidente degli Stati Uniti. Circostanza che continua a sembrarci incredibile; e potenzialmente esiziale.