Corriere della Sera, 8 giugno 2017
Tutto quello che c’è da sapere sui vaccini obbligatori
È il giorno dei vaccini. Tornano obbligatori a 18 anni dalla legge che ammorbidì il principio della coercizione. Nel tempo si è visto che la politica dell’adesione spontanea non funziona. Le percentuali di copertura della popolazione sono scese ben al di sotto della soglia minima di sicurezza per la comunità, fissate al 95%. Il decreto della ministra della Salute Beatrice Lorenzin, condiviso con quella dell’Istruzione Fedeli, firmato ieri dal presidente della Repubblica, ripristina gli antichi vincoli. Per entrare al nido, all’asilo e arrivare ai primi anni del liceo bisognerà che bambini e ragazzi da 0 a 16 anni siano protetti non solo dai 4 vaccini già obbligatori ma anche da altri 8. Il diritto alla scuola viene garantito di pari passo a quello alla salute. La via italiana alla lotta contro le malattie infettive viene sostenuta dalla Ue e altri Paesi si stanno avviando lungo la stessa direzione. Una circolare del ministero collegata al decreto prevede che l’allineamento alle nuove norme sia graduale in modo da non mettere in difficoltà le famiglie. Ecco come funzionerà.
1 Quali vaccini diventano obbligatori?
Ai 4 già previsti (anti-poliomielite, difterite, tetano e epatite b), si aggiungono anti-pertosse, haemophilus influenzale tipo b, meningococco «c» e «b», morbillo, rosolia, parotite, varicella secondo il calendario vaccinale in vigore da marzo e valido per il prossimo triennio. L’obbligo è per i nati dal 2001 al 2017 fin dall’anno scolastico 2017-2018. Ma ai bimbi delle classi d’età tra 2001 e 2011 basterà fare le prime 9 profilassi dell’elenco. Per i nati 2012-16 diventa necessario oltre a questi 9 vaccini anche l’anti-meningococco c. Per i bimbi nati quest’anno sono da fare anti-meningococco b e anti-varicella.
2 La vaccinazione è gratuita?
Sì, la gratuità totale vale per le età da 0 a 16 anni e per i nati dal 2017 in poi. Dunque senza pagamento di ticket. L’obiettivo è tornare ai livelli di copertura della popolazione pari al 95% per assicurare la protezione della collettività da virus e batteri che sono di nuovo diventati minacciosi tanto da creare mini epidemie, a cominciare da morbillo e meningite. La gratuità permane anche quando è necessario recuperare somministrazioni non eseguite nei tempi previsti dal calendario, ad esempio dosi e richiami saltati. Sono esentati solo i minori che hanno già avuto la malattia per cui si richiede il vaccino e quelli che non possono adempiere all’obbligo per condizioni cliniche documentate dal medico di medicina generale o pediatra.
3 Senza certificato vaccinale si può entrare a scuola?
Da 0 a 6 anni niente nido e asilo per i bimbi non in regola. Gli alunni di elementari, medie e primi due anni di liceo possono essere accettati in classe. In entrambi i casi l’elenco dei non vaccinati verrà trasmesso alle Asl dai dirigenti scolastici entro 10 giorni. Alle Asl spetta il compito di convocare le famiglie non ottemperanti e di fissare un appuntamento per la somministrazione. Se i genitori perseverano nel rifiuto verranno segnalati alla Procura presso il Tribunale dei minori che valuterà l’apertura di un procedimento. Per i genitori inadempienti previste sanzioni amministrative da 500 a 7.500 euro.
4 Cosa succede se non si presenta il certificato vaccinale all’iscrizione o non è disponibile in tempo?
Entro il 10 settembre è accettata l’autocertificazione o la documentazione per comprovare l’esonero dall’obbligo o, ancora, la copia della prenotazione del vaccino effettuata alla Asl. Il 10 marzo la documentazione dovrà essere completa (dagli anni successivi la scadenza sarà il 10 luglio). I presidi devono distribuire gli alunni nelle classi in modo che i non vaccinati siano difesi dal punto di vista immunitario da compagni in regola con le dosi. Il ministero promuoverà apposite campagne di informazione per diffondere la conoscenza delle nuove disposizioni e corsi di formazione per i docenti.
5 Quante iniezioni sono necessarie
Oggi sono disponibili formulazioni che riuniscono più componenti insieme proprio per evitare che i bambini debbano ricevere più punture in una volta. I vaccini anti-poliomielite, difterite, tetano, epatite b, pertosse ed Haemophilus influenzae tipo b, responsabile di forme di meningite nei primi anni di vita, sono somministrati insieme (esavalente). Altri 4 sono contenuti nel quadrivalente (anti-morbillo, rosolia, parotite e varicella). Solo anti-meningococco b e anti-meningococco c (che contiene altri 3 ceppi di meningococco) sono somministrati separatamente. Le punture per le prime dosi sono cioè 4 (divise in base al calendario).
6 I vaccini sono pericolosi?
No, i benefici sono infinitamente superiori a eventuali effetti collaterali di poco conto come la comparsa temporanea di febbre e irritazione cutanea. I casi di effetti gravi sono rarissimi: nessun farmaco, anche il più comune, è al cento per cento sicuro. I vaccini proteggono da malattie mortali o causa di invalidità. Non hanno correlazione con patologie di altra origine, come l’autismo, legame mai provato su basi scientifiche.