La Stampa, 8 giugno 2017
Truffa da 7 mila euro al giorno sull’accoglienza dei migranti
Non sapendo più dove mettere 8 pakistani, qualche mese fa li aveva stipati in un’ala di un resort superlusso a Borgo Machetto di Desenzano poi fallito. I clienti si erano lamentati. La Lega era scesa in piazza. Angelo Scaroni, imprenditore bresciano nel settore del legno e immobiliare che da qualche tempo si era inventato il business dei migranti, aveva imposto che gli otto pakistani non uscissero dalle due camere che gli erano state assegnate nemmeno per i pranzi e le cene. Naturalmente gli alloggi non erano stati autorizzati dalla Prefettura di Brescia che – viste le condizioni in cui venivano tenuti i migranti – aveva disposto il loro trasferimento a strutture più civili e congeniali.
Poco male per questo imprenditore adesso finito nel mirino della Procura di Brescia che lo ha messo sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato. Angelo Scaroni non si era fermato davanti a nulla. E dal 2015 non ha perso un bando per ottenere le autorizzazioni ad alloggiare migranti e richiedenti asilo. Ad oggi risulta averne in carico circa 200. Lo Stato per loro paga 35 euro al giorno ciascuno. Che fanno entrare nelle tasche dell’imprenditore sotto inchiesta più o meno 7000 euro al giorno. Con quei soldi dovrebbe fornire adeguati alloggi, vitto dignitoso e quel minimo di civiltà che ci si aspetterebbe da chi ha a che fare con chi scappa dalla guerra o dalla miseria.
Il fatto è che da un primo controllo dei carabinieri di Castenedolo sempre in provincia di Brescia, che 2 giorni fa hanno iniziato una serie di perquisizioni nelle strutture dell’imprenditore, risulterebbe più di un’anomalia. Alcuni appartamenti non avrebbero l’autorizzazione della Prefettura ad ospitare migranti. In altri le condizioni di vita dei richiedenti asilo stipati all’inverosimile non rientrerebbero minimamente nelle condizioni dignitose richieste. In alcuni casi poi gli appartamenti esisterebbero solo sulla carta della domanda presentata in Prefettura. Non risulterebbero nella disponibilità di Angelo Scaroni ma soprattutto non ospiterebbero alcun migrante.
Al telefonino, l’imprenditore assicura che è tutto un equivoco: «Ho piena fiducia nella magistratura. Sono sicuro che si chiarirà tutto molto presto». A ricordargli che alcuni dei 40 appartamenti che dichiara essere rifugio di richiedenti asilo non esistono proprio, se non nelle autocertificazioni che ha compilato per ottenere le autorizzazioni e i fondi dello Stato risponde in modo che appare incredibile: «Al massimo ci può essere qualche errore materiale nella presentazione delle domande. Sono tranquillo, quando si lavora si può anche sbagliare. Per ora non ho altro da aggiungere».
In Prefettura contro Angelo Scaroni c’è un dossier alto così. Dopo la diffida ad ospitare i pakistani nel resort di lusso vicino a Desenzano risulta che già in passato gli erano state contestate le condizioni in cui venivano tenuti 6 migranti in un appartamento di Offlaga. Nel mirino delle perquisizioni, tra siti non idonei e appartamenti fantasma, sono finite altre strutture di Angelo Scaroni disseminate quasi ovunque nella Bassa Bresciana: a Carpenedolo, a Borgo San Giacomo, a Montichiari ed in altre zone. Dalla Prefettura assicurano che le contestazioni ad Angelo Scaroni non sono casi isolati: «A suo carico non mancano diffide e provvedimenti». In Lombardia ci sono 28 mila migranti e richiedenti asilo. Per il loro mantenimento nelle strutture, il costo per lo Stato è di oltre 350 milioni l’anno.