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 2017  giugno 08 Giovedì calendario

Il Milan punta Belotti: offre 70 milioni ma a Cairo non bastano

Una telefonata tra Urbano Cairo e Marco Fassone è un incontro di scherma con telefonino. Come due fiorettisti in pedana si salutano, poi parte la danza della contrattazione. Ascoltare dev’essere divertente. Il presidente del Toro e l’amministratore delegato del Milan si parlano, ma in fondo è tutto chiaro dal primo squillo: Cairo sa che Fassone gli parlerà di Belotti, Fassone sa che Cairo farà resistenza. Normale. La telefonata è arrivata ieri mattina ed è l’ultimo episodio della serie tv #belottimilan, seguendo il titolo che i ragazzi hanno scelto sui social. La situazione è in evoluzione, ma si riassume in tre righe: il Milan è più che interessato e ha già portato l’offerta a 65-70 milioni, comprese le contropartite tecniche. Ipotesi di proposta verosimile, seguendo una indiscrezione: 50 milioni più Lapadula che in effetti, con quell’approccio da marine da area, sembra disegnato per esaltare la Maratona. Kucka e Niang sono altri giocatori che il Milan potrebbe cedere, ma non è questo il punto. Cairo preferisce offerte cash e su questo aspetto concentrerà le sue attenzioni. A Fassone infatti ha risposto che la proposta del Milan non basta e ha ricordato che in Europa c’è la moneta unica: i 100 milioni della clausola per l’estero sostanzialmente valgono anche in Italia. Se arriverà un’offerta a tre cifre, il Torino venderà. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi si fermerà a riflettere.
LA CRESTA Prima dei soldi, più elegantemente, giusto fare una riflessione sulla persona. Belotti nelle ultime settimane si è iscritto a un club esclusivo perché ormai la sua valutazione è quella dei grandi giocatori europei. Tra gli italiani, con buona approssimazione, a certe cifre possono essere avvicinati Bonucci, Verratti, Donnarumma, forse nessun altro. «Belo» però è diverso da tutti perché fa gol, quindi scatena l’immaginazione dei ragazzi, che si sono schierati in massa per lui anche se non è moderno, non balla la dab dance, non inventa esultanze spaziali. La sua cresta a mano aperta è semplice, essenziale come Pulici che festeggiava i gol buttando le braccia per aria a pugni chiusi. Forse il Gallo piace anche per questo. Fassone e Mirabelli sono da tempo iscritti al fan club: nei primi acquisti sono stati un po’ argentini, un po’ ivoriani, un po’ svizzeri, ma per lui tornerebbero volentieri in Italia. Magari Belotti non sarà un attaccante iper-tecnico, ma il Milan ha imparato la lezione con Inzaghi: quando si parla del 9, i trattati di estetica non valgono. Contano i gol e Belotti in un campionato e mezzo ne ha segnati 37.
TRE PER IL 9 Il Milan ha cominciato presto a interessarsi, quando la Serie A non era ancora finita, e in questi giorni sta alzando il ritmo del pressing. Nei giorni del closing gli obiettivi per l’attacco erano Aubameyang e Morata, con Belotti prima alternativa. Poi si è capito che Aubameyang per un anno di contratto chiede la Luna e qualche altro satellite, mentre Morata alla fine della finale di Cardiff ha chiuso con una certa decisione al ritorno in Italia. Il Gallo, nel suo stile, in quelle settimane replicava senza urlare, con i gol: uno al Cagliari, uno al Crotone, uno al Sassuolo. Una società di rilevazione statistica ha messo in fila le cifre dei giocatori di A e si è stupita: Belotti è l’unico che da mesi cresce con continuità.
ESTERO Le offerte non per caso sono arrivate anche dall’estero. L’Atletico Madrid ha fatto una proposta prima del blocco del mercato, l’Arsenal si è mosso tempo fa, lo United è probabilmente il più attento. Cairo tra un appuntamento e l’altro ha ricevuto un’offerta da 75-80 milioni, cortesemente rifiutata: resta fedele ai 100 della clausola, la sua idea più ambiziosa. Quando ha stabilito quel valore per Andrea, nessun altro credeva che un club sarebbe arrivato vicino a quella cifra. Invece...
BOBO E MONTO Il presidente ieri dal palco del «Premio Socrate», a Milano, ha ripetuto il suo mantra: «Non voglio vendere Belotti. Se poi arrivasse dall’estero un club con 100 milioni, sarei costretto a farlo... a meno che lui non voglia rimanere». Bobo Vieri, a breve distanza, consigliava al Milan di scegliere il Gallo o Morata: «Bisogna prendere giocatori di qualità per fare il salto». Montolivo alla fine di Italia-Uruguay ha detto che un po’, scherzando, con Andrea ha parlato. Non ha voluto dare dettagli, ma Fassone apprezzerà. Cairo invece resta tranquillo. Il suo rapporto con Belotti è sereno, i due si parlano in armonia, decideranno insieme. In fondo il presidente da ragazzo giocava col 7: alle giuste condizioni, può un’ala destra rifiutare un assist al suo centravanti?