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 2017  giugno 08 Giovedì calendario

Preziosi e le partite incrociate tra i giochi, i negozi e il Genoa: ipotesi Avenue Capital

È un momento cruciale per il futuro delle attività di Enrico Preziosi: non soltanto la Giochi Preziosi, ma anche il Genoa Calcio sono sul punto di avviare un riassetto azionario ormai atteso da diversi mesi.
Il tempo stringe e l’imprenditore deve avviare una serie di operazioni, concatenate fra loro, per cambiare di nuovo faccia al suo gruppo. Come in una sorta di risiko, le partite aperte sono tre: da una parte il riassetto della Giochi Preziosi, la società operativa del gruppo, dove è necessario favorire l’uscita del socio cinese Ocean Gold Global e, forse, accettare successivamente altre offerte tra le quali una generica manifestazione d’interesse del fondo americano Avenue Capital.
Dall’altra parte, c’è la vendita del 50% detenuto nella joint venture con Artsana nel settore dei negozi per giocattoli, cioè la Prénatal Retail Group. Infine c’è l’ultimo riassetto, quello del Genoa Calcio. Cosa succederà?
Preziosi è abituato a tirare fuori dal cappello accordi in Zona Cesarini: un po’ come era successo nel 2008 e poi nel 2015 con l’ingresso del fondo Clessidra in Giochi Preziosi e la successiva uscita a vantaggio del gruppo cinese Ocean Gold Global, dove la quota di maggioranza è dell’uomo d’affari Michael Lee, ma in minoranza è presente anche l’ex-direttore commerciale del gruppo Preziosi a Hong Kong, Enrico Bognier.
Ora la preoccupazione principale è proprio il socio cinese, che possiede il 49% di Giochi Preziosi: sono infatti necessari oltre 100 milioni di euro per liquidarlo. L’imprenditore italiano, in base agli accordi siglati da Ocean Gold Global all’atto dell’ingresso nel 2015, deve ricomprare la quota del socio orientale entro fine giugno.
Questi soldi dovrebbero arrivare da Artsana Group (controllata al 60% dal gruppo Investindustrial di Andrea Bonomi e partecipata al 40% dalla famiglia Catelli), pronta a offrire oltre 100 milioni di euro per rilevare la quota di Giochi Preziosi nella joint venture paritetica Prénatal Retail Group: ossia il business retail (con 551 strutture in Europa), che nel 2015 ha unito i negozi Toys Center, King Jouet, Prénatal e Bimbostore in un network.
Del resto, ormai da vari mesi sono in corso trattative in vista di un’uscita di Preziosi dal capitale della joint venture (anticipata proprio dal Sole 24 Ore lo scorso 9 maggio), con Banca Imi che assiste Artsana e Unicredit che affianca Preziosi.
E, tra qualche giorno, potrebbero esserci novità importanti.Nel frattempo, Preziosi avrebbe provato a sondare anche altri possibili alleati che potrebbero rimpiazzare il socio cinese in minoranza nella capogruppo: tra questi l’imprenditore italiano confiderebbe negli americani di Avenue Capital.
Contemporaneamente Enrico Preziosi è alle prese con la vendita del Genoa Calcio. Sembra difficile che arrivino a un risultato le trattative per la vendita a Massimo Cellino, l’ex-proprietario del Cagliari: le parti sarebbero lontane sulla valutazione visto che Preziosi chiederebbe 120 milioni meno i debiti.
Ieri ci sarebbe stato un incontro con Cellino, ma Preziosi come è sua abitudine avrebbe una seconda carta da giocare: volerà nel Regno Unito per parlare con un possibile interessato. Tranne che, alla fine, non decida di restare lui il proprietario del club rossoblu.