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 1954  marzo 09 Martedì calendario

Al Cairo controcolpo di stato: tutto il potere torna a Neguib, ancora troppo forte tra i militari

Il generale Mohamed Neguib ha riassunto tutti i poteri in Egitto: infatti egli è ora non soltanto Presidente della Repubblica, ma anche  Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del Consiglio della Rivoluzione. Questo nuovo colpo di scena negli sviluppi della rivoluzione egiziana, già tanto ricca di  avvenimenti sensazionali nella sua ancor brevissima vita, è  avvenuto questa sera a tarda ora dopo una serie di febbrili  consultazioni e discussioni tra i massimi esponenti del Governo e dell’oligarchia militare  rivoluzionaria. Una riunione congiunta del Consiglio dei ministri e del Consiglio della Rivoluzione,  iniziatasi a tarda sera e durata quattro ore, ha portato alla  decisione — del tutto  impreveduta — di riunire nuovamente tutto il potere nelle mani del generale Neguib.

Il colonnello Abdel Nasser, il quale aveva assunto la carica di Primo ministro e di  presidente del Consiglio della  Rivoluzione dopo il clamoroso  rovesciamento di Neguib avvenuto il 25 febbraio scorso, rientra ora nei ranghi con l’incarico di  vice-Primo ministro. Il rimpasto ministeriale  compiuto dopo il ritorno di Neguib alla carica formale di  Presidente della Repubblica viene completamente annullato. Abdel Gelil El Emery che, la  settimana scorsa, era stato  nominato vice-Primo ministro in  carica per gli Affari finanziari ritorna a essere ministro delle Finanze. Aly El Geritly, che era stato nominato ministro delle Finanze, diviene ministro di Stato. Il ministro Salem ha  comunicato che tutte le decisioni prese per l’elezione di una  Assemblea costituente entro il mese di luglio e per abolire la legge marziale e la censura  rimarranno in vigore.

Il dissidio fondamentale tra Neguib e Nasser verteva sulla definizione dei poteri di Neguib come Presidente  della Repubblica e di Nasser come Presidente del Consiglio dei  ministri e presidente del Consiglio della Rivoluzione: dissidio che si esprimeva nelle dichiarazioni di Neguib sulla necessità di  dare ai più presto all’Egitto una Costituzione schiettamente  democratica e nelle  controdichiarazioni di Nasser il quale  affermava che Neguib non aveva « alcun effettivo potere di  Governo » e non aveva nemmeno la veste per « parlare a nome e per conto del Governo ».