Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 07 Mercoledì calendario

Istat, così il Pil accelera a maggio

«Il Paese si muove», annuncia soddisfatto il presidente del Consiglio inaugurando ad Afragola la nuova stazione dell’alta velocità. L’Istat ha appena diffuso i nuovi dati, «positivi e incoraggianti» secondo Paolo Gentiloni, «che indicano che il Paese cresce a ritmi maggiori di quelli che avevamo previsto», e il premier coglie l’occasione per ricordare che il Paese ha davanti a sé «una grande occasione che non può sprecare». Sul tavolo, appena appostati, ci sono ben 47 miliardi di nuovi investimenti in 15 anni, 20/25 dei quali in infrastrutture che devono servire a centrare un obiettivo ben preciso: consolidare la ripresa, «che si sta ora si sta manifestando ma ad una velocità molto inferiore a quella che vorremmo».
La fotografia dei 3 mesi
«ln un contesto globale caratterizzato dal rallentamento dell’economia statunitense e dal consolidamento della crescita dell’area euro – spiega l’Istat nella sua Nota mensile – l’economia italiana accelera, trainata dai consumi e dalla crescita del settore dei servizi. Inoltre Il mercato del lavoro migliora segnando un aumento degli occupati e una significativa diminuzione della disoccupazione, mentre i prezzi risultano in decelerazione e l’indicatore anticipatore mantiene una intonazione positiva».
Male l’industria
Come è noto, nel primo trimestre 2017 il prodotto intero lordo ha segnato un aumento dello 0,4% che si confronta col +0,3% del quarto trimestre 2016. Ma mentre l’industria, dopo due trimestri molto vivaci, ha accusato una battuta d’arresto (-0,5%), il valore aggiunto delle costruzioni e quello dei servizi hanno mostrato un miglioramento (rispettivamente +0,5% e +0,6%). In dettaglio la crescita nei servizi è stata guidata dall’aumento nelle attività professionali e di supporto alle imprese (+1,3%), dalle attività finanziarie e assicurative (+1,1%, dopo 4 trimestri di rallentamento) e dalle attività del commercio, trasporto e alloggio (+0,8%).
In parallelo i consumi finali nazionali hanno mostrato una accelerazione (+0,5%) sostenuta sia dall’aumento della spesa delle famiglie (con +1,8% dei beni durevoli), sia della spesa delle amministrazioni pubbliche. Ed è migliorato in maniera significativa anche il mercato del lavoro: gli ultimi dati – è scritto nella Nota – mostrano che ad aprile l’occupazione è in crescita (+0,4% rispetto a marzo, 94 mila individui in più), dopo la pausa segnata a marzo, mentre «il tasso di disoccupazione è diminuito in misura significativa portandosi all’11,1%, quattro decimi in meno rispetto a marzo, un livello inferiore alla media degli ultimi 4 anni».
Ombre sul lavoro
«Nonostante ciò – avverte sempre l’Istat – le aspettative formulate dagli imprenditori a maggio sulle tendenze dell’occupazione per i tre mesi successivi risultano in complessivo peggioramento e al di sotto dei valori di lungo periodo in quasi tutti i settori. Soltanto nel comparto delle costruzioni le previsioni sono in miglioramento, ma il saldo resta negativo».
Non è un caso che il segretario Pd Matteo Renzi veda in bicchiere mezzo vuoto: «Io credo che il secondo trimestre andrà meglio del primo – ha dichiarato ieri – ma la verità è che non è sufficiente». «Di certo i dati dell’Istat sull’economia sono positivi – ha commentato a sua volta il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia –. Ora dobbiamo però cavalcare l’onda della stagione delle riforme, non depotenziando gli strumenti previsti dalla legge di bilancio 2016».