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 2017  giugno 07 Mercoledì calendario

Bob Dylan chiude il dibattito, i testi delle canzoni non sono letteratura

«Le nostre canzoni sono vive nella terra dei vivi. Ma le canzoni non sono letteratura. Devono essere cantate, non lette». Così Bob Dylan ha spiazzato tanto i suoi detrattori, puristi indignati perché il Nobel per la Letteratura è andato a un cantautore, sia i fan più ingenui, che hanno visto il premio come una consacrazione assoluta della loro passione. L’Accademia di Svezia ha dato lunedì scorso notizia della consegna del discorso di Dylan, inviato sul filo del rasoio, visto che i termini scadevano il 10 giugno. Ora può incassare gli 8 milioni di corone del premio, oltre 800 mila euro (il discorso è di 4 mila parole, dunque gli ha fruttato 200 euro a parola: tanto? Sì, ma il manoscritto di Like a Rolling Stone, un’opera d’arte di 400 parole srotolate sul giro base della Bamba, è stato battuto all’asta per 1,7 milioni di dollari, il che fa 3.750 euro a parola). Nel file audio pubblicato dall’Accademia, Dylan – voce da crooner su un tappeto jazz – racconta il suo pantheon personale, alla ricerca del nesso tra le sue canzoni e la letteratura, su cui si è subito interrogato appena saputo del premio. Il risultato è un volo pindarico di mezz’ora, che va dal concerto in cui da giovanissimo Dylan incrociò lo sguardo di Buddy Holly, poco prima della sua morte, a Moby Dick di Herman Melville, dal suonatore di banjo Charlie Poole al romanzo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque, fino all’ Odissea di Omero, serbatoio infinito per le moderne ballate musicali. Cosa vuol dire? «Non devo sapere che significa una canzone – dice Dylan —. Ho scritto di tutto nei miei pezzi. Non mi preoccupo certo di cosa vogliono dire. Se una canzone ti prende, è tutto ciò che basta», conclude augurandosi che i suoi testi vengano ascoltati con la musica per cui sono nati, come le opere di Shakespeare andrebbero messe in scena sul palco, come le storie di Omero andrebbero ascoltate... Non iniziava forse con «Cantami o Musa»? Nella terra dei vivi, oggi, può suonare così: «Hey, Mr. Tambourine man, play a song for me». Suonami una canzone, signor Tamburino.