la Repubblica, 6 giugno 2017
Così voteremo. Collegi da 200 mila elettori. Chi li vince ha il seggio sicuro
ROMA La nuova legge elettorale è pronta: la commissione Affari costituzionali ha dato il via libera, ha conferito il mandato di relatore al dem Emanuele Fiano e oggi il testo inizierà l’iter in aula. Grazie all’accordo fra Pd, Forza Italia, Lega e Movimento 5 Stelle la proposta dovrebbe essere approvata rapidamente e trasmessa al Senato per il sì definitivo ai primi di luglio.
LISTE E COLLEGI
La nuova legge prevede meccanismi identici per Camera e Senato. L’Italia sarà divisa in 28 circoscrizioni per la Camera e 20 per il Senato. Nelle circoscrizioni ci saranno 225 collegi uninominali per la Camera e 112 per il Senato. Inoltre ogni partito o gruppo presenterà dei listini bloccati in ogni circoscrizione che potranno avere da due a sei candidati. In origine la divisione fra eletti nei collegi e nel proporzionale era 50 per cento ai primi e 50 per cento ai secondi. Si è passati ad un rapporto del 62 per cento di seggi proporzionali e 38 per cento di seggi dei collegi per garantire ai vincitori di seggi del secondo blocco maggiori garanzie: con la proposta precedente rischiavano di restare fuori dal Parlamento.
LA SCHEDA UNICA
Alle prossime elezioni politiche l’elettore si vedrà consegnare una scheda unica: in una parte troverà il simbolo del partito e il nome del candidato al seggio uninominale e nell’altra il simbolo del partito e il listino bloccato dei candidati. Il voto si traferirà dal collegio alla lista e viceversa.
IL VOTO DISGIUNTO
La scelta della scheda unica impedisce all’elettore di praticare il voto disgiunto: votare un candidato nel collegio e un partito nella parte proporzionale. In Germania gli elettori hanno questa possibilità.
LO SBARRAMENTO
Come in Germania è prevista una soglia di sbarramento nazionale del 5 per cento. Chi resta sotto non partecipa alla ripartizione dei seggi nelle circoscrizioni. Nel sistema tedesco questa soglia si può “dribblare” nel caso in cui un partito conquisti almeno tre seggi nei collegi uninominali. A Berlino chiunque conquisti uno o due seggi nel collegio uninominale li conserva: nel testo approvato ieri alla Camera chi non supera il 5 per cento non ha diritto ai seggi conquistati nei collegi.
LA RIPARTIZIONE DEI SEGGI
Il complicato meccanismo di ripartizione dei seggi, sia per la Camera che per il Senato, rovescia l’impostazione originaria del Pd: saranno gli eletti dei collegi uninominali ad avere la precedenza nell’assegnazione dei seggi. Poi si passerà alla parte proporzionale e ai listini. Questa inversione ha fatto parlare di scomparsa delle candidature bloccate decise dai vertici dei partiti. I critici dell’impianto della legge fanno però notare che si arriverà ad avere un candidato forte e blindato nel collegio uninominale che farà da traino all’elezione di altri fedelissimi, non solo il primo della lista, ma anche il secondo, nella parte proporzionale.
CANDIDATURE MULTIPLE
Cancellate le tre candidature multiple nella parte proporzionale. Ci si potrà presentare solo in un collegio e nel listino collegato.
I COLLEGI
Il nuovo testo approvato dalla Affari costituzionali prevede la creazione di 225 nuovi collegi uninominali. Per guadagnare tempo si prevede di utilizzare quelli del Mattarellum. I critici fanno però notare che quei collegi sono stati disegnati in base del censimento del 1991 e quindi sarebbero inutilizzabili. Inoltre nel Mattarellum ogni collegio aveva 110-120mila elettori. Nella precedente proposta del Pd, quella con 303 collegi il numeo degli elettori era già salito a 170-180mila. Con 225 collegi il numero salirà ancora. Infine non sarà necessario raccogliere firme per le candidature nei collegi: serviranno nel proporzionale per chi ha un gruppo parlamentare nato dopo il 2013.