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 2017  giugno 06 Martedì calendario

L’amaca

Forse il senatore Airola non se ne rende conto, ma le sue scemenze sui fatti di Torino hanno una profonda ricaduta politica. Perché una grossa fetta di italiani sta facendo i conti con una possibile vittoria dei Cinquestelle; si sta chiedendo cosa accadrebbe, quali i pro e quali i contro, quali le speranze quali i problemi; sta cercando di capire, al netto delle urla delle tifoserie, chi sono, cosa vogliono e cosa rappresentano questi trenta-quarantenni di apparente mediocrità, ma di ammirevole determinazione; e sta cercando, magari, di mettere da parte i propri pregiudizi per capire, nel concreto del divenire sociale, che cosa vuol dire “grillismo”.
La domanda – mi si perdoni la rozza sintesi – è se frustrazione umana e cattiveria sociale siano fini a se stesse, ovvero generino solamente frustrazione umana e cattiveria sociale; o se possano produrre novità, energia, idee nuove. Sortite come quelle di Airola, unite a tante altre ugualmente meschine e tecnicamente paranoiche, fanno pensare al peggio: e non per i grillini o per il Pd o per altre parrocchie, ma per il Paese. Il tipico complottismo grillino, se coerente, dovrebbe additare in Airola il tipico infiltrato che vuole screditare il Movimento. Il problema è che l’elenco sarebbe lungo.