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 2017  giugno 06 Martedì calendario

Metafora dell’Italia che non funziona, il record di parti cesarei

Sembra difficile trovare una metafora più atta a descrivere cosa siamo diventati in Italia dell’andamento dei parti cesarei. Queste pratiche chirurgiche riassumono alla perfezione ciò che non funziona – e perché – in una delle economie più refrattarie al cambiamento si trovi in Occidente. Anzitutto, i numeri: agli ultimi dati (2014) l’Italia presenta di gran lunga la più alta frequenza di cesarei in Europa. Sono 357 ogni mille nascite, contro i 252 della Gran Bretagna, i 208 della Francia e i 170 circa dell’Olanda o della Svezia. E poiché le puerpere o i nascituri italiani non possono essere tanto più problematici dei loro pari del resto d’Europa, le ragioni vanno cercate probabilmente nel tasso di natalità. Esso infatti sembra muoversi in direzione uguale e contraria: più di rado si mettono al mondo figli, più spesso i medici li fanno uscire dal ventre materno con un bel taglio. E viceversa. Italia, Germania o Corea del Sud hanno un tasso di natalità di (almeno) un terzo inferiore a Gran Bretagna, Francia o Svezia e una frequenza di cesarei fra il 10% e il 20% superiore. Vorrà pur dire qualcosa che il taglio chirurgico costa più di un parto naturale. È come se certi reparti maternità cercassero di compensare i ricavi perduti per il rarefarsi delle nascite alzando il fatturato medio per ogni singolo nato. Anche i dati interni all’Italia confermano i sospetti. I cesarei aumentano proprio mentre cade il tasso di natalità. Essi tendono a ripetersi più spesso nelle strutture dove le nascite sono meno numerose e risultano frequentissimi (al 60% e oltre) in Campania e Sicilia, dove i comportamenti opportunistici sono più diffusi. La metafora italiana è tutta qui: nelle nascite come nell’economia, la recessione incentiva la ricerca di rendite improprie in chi può estrarre benefici dagli altri pur di cavarsela in ogni caso; questo non fa che accrescere i problemi dell’intero sistema. Ma la reazione sbagliata ora sarebbe quella populista: perdere fiducia negli «esperti» (i medici, in questo caso) e pensare che dietro il loro avviso ci sia sempre e comunque un raggiro. Molto spesso, i parti cesarei servono davvero.