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 2017  giugno 05 Lunedì calendario

Paratore è diventato grande. Primo trionfo a soli 20 anni

Del soprannome «Renatino» si libererà difficilmente: ne ha fatto addirittura un tormentone un vicino di casa speciale come Fiorello, nella sua «Edicola». L’importante è che non si intenda in maniera letterale, e non solo perché Renato Paratore si aggira attorno al metro e 90 di altezza. Ieri infatti questo 20enne romano ha vinto il suo primo torneo dell’European Tour di Golf: il Nordea Masters in Svezia, sul percorso del Barsebaeck G&CC (par 73). «Una sensazione fantastica, inebriante».
RAPIDO Anzitutto serve un aggiornamento di tabelle, record di precocità e dintorni: Paratore, che alla voce data di nascita trova scritto 14 dicembre 1996, è il primo giocatore in assoluto nato dal 1995 in poi a imporsi nell’European Tour. E, a 20 anni e 172 giorni, è l’11° vincitore più giovane di sempre. Un successo arrivato grazie alla specialità della casa, un finale serrato e bruciante: Paratore era infatti secondo all’inizio dell’ultima giornata con un colpo di svantaggio rispetto al leader, l’inglese Chris Wood. Ma con un ultimo giro da 70 colpi ha chiuso in 281 (68, 72, 71, 70), davanti allo stesso Wood e a Matthew Fitzpatrick, campione uscente (282). Tutt’altro che un inedito per lui, che aveva conquistato il primo successo da professionista, i Tricolori Open nel 2014, grazie a un ultimo giro da 62 colpi che lo aveva portato al playoff, vinto, con l’amico e compagno di centinaia di allenamenti Andrea Pavan.
COMPLIMENTI A Paratore (che ha vinto 250.000 euro ed è salito al 35° posto del ranking europeo) sono arrivati i complimenti del presidente del Coni Giovanni Malagò («Vittoria in Svezia, a Scania nel Nordea Masters! Grande momento per la FederGolf!! Bravi!!»), del presidente Federgolf Franco Chimenti, del d.g. del Progetto Ryder Cup 2022 Gian Paolo Montali. E anche lui, Renato, non ha trattenuto l’entusiasmo: «Questo primo successo lo ricorderò per tutta la vita. Significa molto vincere, e per di più riuscirsi in un torneo bello come questo. Ho cominciato indietro al leader di un colpo, ma sapevo che se fossi riuscito a mantenere una buona attitudine fino alla fine avrei potuto farcela. Sono stati importanti i birdie alle buche 8 e 9, ma fondamentali gli ottimi putt delle ultime tre buche. In generale ho ‘puttato’ benissimo, imbucando anche dalla distanza».
STORIA Nonostante sia giovanissimo, Renato (studi al liceo linguistico, grande tifoso della Roma e di Totti) è sulla ribalta da un po’, da quando nel 2014 vinse l’oro ai Giochi olimpici giovanili di Nanchino: il nonno Ettore è stato uno dei massimi studiosi del latino, papà rettore alla Sapienza, ma al golf ci è arrivato grazie a mamma Cristina. Un giorno infatti lo aveva portato a Sutri, a trovare alcuni amici. Loro stavano giocando a golf, mamma e figlio li avevano seguiti sui green delle Querce, per fare due chiacchiere. «Ho provato a tirare qualche colpo per curiosità, mi è subito piaciuto, non ho più smesso». E adesso si ritrova a essere in una ottima compagnia: «Faccio parte del club dei fratelli Molinari, di Matteo Manassero, di Costantino Rocca. È straordinario». Sì, Renato, lo è: e c’è la piacevole sensazione di essere soltanto all’inizio.