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 2017  giugno 05 Lunedì calendario

Al mare con il compagno poi le coltellate alle spalle. «L’ho ucciso, è finita»

«L’ho fatto, l’ho fatto, l’ho fatto. È finita…». Una telefonata all’amica del cuore dopo aver ucciso il compagno con due coltellate sferrate nel giardino mentre le figlie, una di tre anni e l’altra di quindici, erano appena entrate in casa. La finale di Champions è finita da una mezzora, Lara Mazzoni e Mirko Barioni l’hanno vista assieme in uno stabilimento balneare a Lido delle Nazioni, nel Ferrarese, al termine di una giornata al mare che doveva essere di allegria e che invece si è trasformata in una tragedia dopo una lite, l’ennesima, cominciata in auto, sulla via del ritorno.
Lei ha 45 anni, ed è operatrice sociosanitaria in una struttura privata; lui, quarantenne, una condanna per guida in stato di ebbrezza, aveva perso da qualche mese l’impiego di rappresentante di commercio e da poco aveva trovato un altro lavoro come operaio in una piccola impresa nei pressi del borgo in cui viveva la coppia, ad Ambrogio di Copparo.
Stavano insieme da qualche anno ma la loro storia – stando a quanto risulta ai carabinieri del comando provinciale di Ferrara, diretto da Andrea Desideri – è sempre stata piuttosto turbolenta. Liti e screzi frequenti, chiamate alle forze dell’ordine, reciproche querele per maltrattamenti sempre però rimesse. Poi le riappacificazioni.
Sabato è però andata in modo diverso. Lara e Mirko organizzano la gita in spiaggia. Tutti assieme: le due figlie (la più piccola nata dalla loro relazione, la maggiore da una precedente storia della donna) e anche il fidanzatino della quindicenne.
Raggiungono lo Chalet del Mare, lido assai frequentato, affittano l’ombrellone, stanno in spiaggia, pranzano al ristorante. Poi decidono di prolungare la giornata al mare sino alla sera. Mirko è tifosissimo della Juventus e vuol vedere la partita al bar dello stabilimento dove c’è una comitiva simpatica. Bevono qualche bicchiere – forse troppi per lui— e al volante dell’Audi RS3 Station Wagon si mette Lara, poi trovata positiva al test alcolemico. Nel rincasare la coppia litiga per ragioni ancora da chiarire. C’è da portare il fidanzatino della figlia a Ostellato, borgo nelle vicinanze, ma Lara non trova la strada, si perde e decide di rincasare direttamente. Giunti a casa e parcheggiata l’auto nel cortile discutono ancora. Tutto succede in pochi istanti, secondo la ricostruzione del colonnello Marco De Martino che dirige il reparto operativo di Ferrara.
Mentre Mirko scarica l’auto, la compagna entra nella villetta, raggiunge la cucina, prende una coltello di 25 centimetri e quando esce pugnala due volte il convivente che le rivolge le spalle: un colpo lo centra alla schiena e l’altro alla scapola.
Nessuno dei tre ragazzi avrebbe assistito al delitto ma è il fidanzatino della quindicenne a prestare il primo soccorso all’uomo agonizzante. Gli sfila la maglia bianconera, la usa per tamponare la ferita, prova a fargli un massaggio cardiaco. Tutto inutile. La donna non scappa, resta in casa, sotto choc. Chiama l’amica, pronuncia quelle parole – «l’ho fatto, è finita» – senza chiarire l’accaduto. Intanto arrivano ambulanza e carabinieri ai quali lei confessa tutto subito. Ora si trova in carcere, a Bologna. Le due figlie sono state affidate agli zii.