La Stampa, 5 giugno 2017
Intervista a Maria Corina Machado :«I militari di Maduro collusi con narcos e terroristi islamici»
«Il Venezuela ormai è una dittatura militare, legata al narcotraffico e al terrorismo islamico internazionale». Mentre le proteste, gli scontri e le vittime continuano ad aumentare, Maria Corina Machado alza il livello del confronto col governo di Nicholas Maduro, chiedendo all’Europa, al Vaticano, agli Stati Uniti, di costringerlo ad accettare il verdetto di elezioni libere e giuste.
Il Venezuela vive nel caos da quando a marzo il massimo tribunale del paese ha cercato di esautorare il Parlamento. Le vittime degli scontri sono ormai oltre sessanta, e Maduro ha deciso di cambiare la costituzione per creare un regime assembleare. Pochi giorni fa ha svalutato del 60% il bolivar, la moneta locale. Al telefono da Caracas, la leader dell’opposizione a Machado ci racconta la spirale in cui sta precipitando il paese.
Perché siete contrari alla riforma costituzionale?
«Maduro sta violando la costituzione. Ignora le disposizioni esistenti su come cambiarla, col solo obiettivo di evitare le urne, guadagnare tempo e mantenere al potere il suo regime dittatoriale».
È vero che i manifestanti finiscono davanti ai tribunali militari?
«Sì, se non vengono uccisi dai militari, la polizia, e le bande criminali armate dal regime che seguono gli ordini di Maduro».
Perché questo governo non cade?
«La gente muore di fame, i bambini cercano da mangiare nella spazzatura, e il regime rifiuta le elezioni. L’unica cosa che tiene Maduro al potere sono le forze armate. Noi chiediamo ai militari di abbandonare il regime, non seguire i suoi ordini illegali di sparare sulla popolazione disarmata, e rispettare la costituzione servendo la nazione, non una dittatura».
Vede il rischio di una guerra civile?
«No, perché la popolazione è unita nell’aspirare a libertà, giustizia, prosperità e democrazia, contro una cricca di individui corrotti civili e militari, disposti a tutto per restare al potere perché sanno di aver commesso reati per cui saranno puniti».
Di quali crimini parla?
«Collusione col narcotraffico, riciclaggio di denaro sporco, collegamenti con gruppi terroristici islamici».
Si riferisce alle voci secondo cui le Farc hanno usato il territorio venezuelano per il traffico di droga?
«Non sono voci, ci sono le prove. Il regime ha consentito ai ranghi più alti dei militari e del governo di essere coinvolti personalmente in questa attività. Oggi il Venezuela è il veicolo principale per portare la droga colombiana in Europa e Usa».
Quali sono i gruppi terroristici di cui parla?
«Ad esempio Hezbollah. I servizi segreti europei e americani hanno le prove che il regime ha scambiato risorse con questi gruppi per anni».
La soluzione della crisi sono le elezioni anticipate?
«L’unico modo per fermare questa catastrofica crisi umanitaria e politica, che ormai travalica i nostri confini, ed evitare altri morti, è avere un cambio regime. Maduro non permetterà elezioni libere, non accetta aiuti umanitari, e non farà le riforme per la transizione. La comunità internazionale deve parlare con chiarezza contro un dittatore che viola i diritti umani, e premere affinché si faccia da parte, consentendo la creazione di un governo di unità nazionale che ci porti ad elezioni vere e libere».
La Santa Sede può aiutare a mediare una soluzione?
«La gerarchia locale ha già detto che il governo è un regime totalitario, ma il Vaticano è stato imbrogliato. La Chiesa cattolica ha un ruolo enorme da svolgere, perché è rispettata».
Gli Usa dovrebbero smettere di comprare il vostro petrolio?
«No, perché non vogliamo penalizzare oltre il nostro popolo. Però devono essere fermi nella difesa della democrazia».
Cosa possono fare l’Italia e l’Europa?
«La vostra voce è cruciale, perché quando si alza divide il regime, e spinge molti ad abbandonarlo. Abbiamo bisogno di avere tutti i democratici europei dalla nostra parte. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno».