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 2017  giugno 04 Domenica calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - UN ALTRO ATTENTATO A LONDRALASTAMPA.ITLa notte più lunga, a Londra, è iniziata alle 22,08 di sabato 3 giugno, quando un pulmino ha investito su London Bridge - ponte simbolo della città - diversi pedoni

APPUNTI PER GAZZETTA - UN ALTRO ATTENTATO A LONDRA

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La notte più lunga, a Londra, è iniziata alle 22,08 di sabato 3 giugno, quando un pulmino ha investito su London Bridge - ponte simbolo della città - diversi pedoni. Ne sono poi usciti tre aggressori che hanno accoltellato altri passanti, colpendoli «in nome di Allah». Pochi minuti dopo nella zona di Borough Market, a sud del Tamigi, lo stesso commando ha continuato la sua azione prima di cadere sotto i colpi della polizia. I morti del duplice attacco sono sette, i feriti almeno una quarantina, ricoverati in sei ospedali cittadini. Ventuno sarebbero in “condizioni critiche”. Alcune delle vittime sono straniere, le due di cui è al momento accertata l’identità sono un canadese e un francese. Tra i feriti, anche un uomo che si è trovato sulla linea di fuoco della polizia ed è stato colpito alla testa, anche se non in modo grave. 

Nelle ultime ore due uomini sono stati fermati durante un blitz della polizia nel quartiere East Ham, non lontano da Barking dove è avvenuto il primo questa mattina, conclusosi con 12 arresti. Il London Bridge resta chiuso al traffico e nella zona restano chiuse altre sette strade: Southwark Bridge, Borough High Street, Southwark Street, Lower Thames Street, King William Street, Gracechurch Street e Canon Street. I tre terroristi indossavano finte cinture esplosive simili a quella che aveva l’attentatore di Manchester, Salman Abedi. Con quelle puntavano a scatenare il panico tra i passanti: ovviamente ci sono riusciti.  

 

TUTTI I VIDEO Attacco al London Bridge, la notte di terrore  

 

Sembrava che a Vauxall ci fosse stato un altro attacco, anche qui un ferimento con un coltello, ma poi la polizia ha fatto sapere che non c’era alcuna legame con quanto accaduto nella zona del London Bridge. 

 

 

Uno degli attentatori fece domande sul noleggio di un furgone  

L’uomo ritenuto uno degli autori dell’attentato di ieri sera a Londra solo poche ore prima si era informato con uno dei suoi vicini su come si potesse noleggiare un furgone. Lo ha raccontato a Sky News un residente del quartiere di Barking, dove oggi dodici persone sono state arrestate perché ritenute dalle autorità coinvolte nell’attacco. «Sto cambiando casa e avevo un grande camion posteggiato fuori. Lui è venuto da a me e ha chiesto se stavo traslocando», ha detto Ken Chigbo, aggiungendo che «di solito era un tipo molto amichevole. Ma questa volta era su un livello diverso di simpatia. È difficile da descrivere a parole. Mi ha chiesto dove stessi andando e poi ha cominciato a farmi domande sul furgone». «Dove lo hai noleggiato? Quanto costa? È possibile farlo in automatico? Tutte domande specifiche che ovviamente ora hanno senso nella mia testa, ma che al momento non mi hanno detto nulla», ha concluso Chigbo.  

L’uomo viveva proprio a un indirizzo di Barking, era sposato, aveva due figli e viveva in quell’abitazione da circa 3 anni, hanno raccontato i vicini di casa alla Bbc.  

 

La casa dei sospetti dove sono avvenuti gli arresti  

 

L’ingresso della casa dei sospetti dove sono avvenuti gli arresti  

 

Il poliziotto eroe ferito ha affrontato i terroristi solo con il manganello  

Ha affrontato i tre terroristi armato solo di un manganello: è l’«impresa» di un agente della polizia dei trasporti britannici, rimasto ferito a colpi di coltello. Secondo quanto riferito, l’agente - entrato nella Btp due anni fa - ha riportato ferite da taglio al volto, alla testa e ad una gamba. Sorte simile per un agente della Metropolitan Police che era fuori servizio, rugbista dilettante, rimasto ferito nel confronto con i terroristi, che ha affrontato a mani nude. Il commissario capo della Btp, Paul Crowther, ha reso noto che l’agente - di cui non è stato diffuso il nome e che è stato tra i primi ad accorrere sulla scena - si trova adesso in condizioni stabili, ma ha riportato gravi ferite.  

«L’ho visto poco dopo essere stato ricoverato ed ho sentito da lui direttamente quello che è successo - ha raccontato -. È evidente che ha mostrato un coraggio enorme davanti al pericolo, come hanno fatto molti altri che erano sulla scena e sono corsi ad aiutare». Dal canto suo, il presidente della Federazione della polizia metropolitana, Ken Marsh, ha detto: «Posso confermare che, purtroppo, alcuni nostri colleghi sono tra i feriti nell’attacco di ieri sera. «Non ci possono essere dubbi che la rapida risposta dei nostri colleghi, armati e disarmati, ha evitato la perdita di altre vite. Ci sono veramente poche parole per descrivere il loro coraggio, ufficiali che sono andati incontro al pericolo senza pensare alla loro salvezza». 

 

 

Taxista eroe ha cercato di fermare i terroristi  

Negli otto minuti di terrore al London Bridge, un tassista «eroe» ha cercato di intercettare i terroristi e di investirli per fermarli. Lo scrive il quotidiano Independent, che riporta il racconto dell’uomo, che identifica solo col nome «Chris».  

Poco dopo aver girato verso Borough Street, Chris ha visto un furgone bianco arrivare a circa 80 km l’ora, e poi investire deliberatamente i pedoni. Chris, continua il giornale, a quel punto ha fatto una conversione a U, per cercare di fermare l’uomo che era in pochi istanti sceso dal mezzo e stava attaccando le persone a colpi di coltello. 

«Ho detto al tizio nel mio taxi che avrei provato a colpirlo, lo avrei investito», e così «ho fatto una conversione». «Stavo per investirne uno, ma mi ha schivato e tre agenti di polizia sono arrivati correndo verso di loro con i loro manganelli in pugno». 

 

 

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May annuncia battaglia «all’estremismo islamico»  

«Quando è troppo è troppo, le cose devono cambiare», ha commentato il primo ministro Theresa May, annunciando battaglia «all’estremismo islamico» e spiegando che prepara una revisione della strategia anti-terrorismo. D’altronde, ricorda la premier, la Gran Bretagna è stata colpita tre volte in tre mesi e da marzo a oggi l’intelligence ha sventato altri cinque attacchi. Attentati non collegati ma che si sono «ispirati» l’uno all’altro, ha sottolineato May parlando per la prima volta di una nuova tendenza: «il terrorismo chiama altro terrorismo». Non bisogna farsi intimidire e restare un «unico grande Regno Unito», è il messaggio ai britannici della premier che annuncia la ripresa della campagna elettorale (domani, lunedì 5 giugno) e il regolare svolgimento delle elezioni giovedì 8. Nonostante questo, sia i Conservatori, sia i Labour di Jeremy Corbyn hanno annunciato la sospensione della campagna elettorale.  

 

 

 

 

Il pensiero agli altri attentati  

La sequenza dell’ultimo attacco si è consumata in pochi minuti, a neppure due settimane di distanza dell’atroce attentato suicida commesso alla Manchester Arena il 22 maggio: dove Salman Abedi, giovane britannico figlio di ex rifugiati politici libici anti-Gheddafi, si era fatto esplodere fra la folla che usciva dal concerto di Ariana Grande - fra cui molti giovanissimi - causando 22 morti e circa 120 feriti. 

 

 

Ma il paragone più evidente è quello con un altro episodio avvenuto a Londra qualche mese fa, nella zona dell’altro ponte cittadino celebre, Westminster Bridge, quando Khalid Masood si lanciò alla guida di un Suv su un gruppo di pedoni, uccidendone cinque, per poi scendere dalla vettura e accoltellare a morte un poliziotto all’ingresso dell’adiacente palazzo del parlamento prima d’esser ucciso a sua volta da un agente armato. 

 

 

A London Bridge numerosi testimoni hanno visto il van, un veicolo bianco noleggiato dalla Hertz, piombare ad alta velocità, attorno agli 80 chilometri all’ora, su un marciapiede e falciare una mezza dozzina di persone. Il panico si è poi spinto nei bar e nei ristoranti di Borough Market, dove vi sono stati altri accoltellamenti, l’attacco a un poliziotto e lo scontro a fuoco finale documentato dallo scatto d’un filmaker italiano, Gabriele Sciotto, che aveva appena terminato la visione della finale di Champions league Juventus Real Madrid in un pub della zona, con l’immagine di due dei terroristi distesi sull’asfalto ormai senza vita, uno dei quali con indosso una simil-cintura esplosiva.

CORRIERE.IT
Torna il terrore nella capitale londinese, a pochi giorni dall’attentato di Manchester. Attorno alle 22. 30 — le 23. 30 in Italia — di sabato 3 giugno Londra è stata colpita da un attacco terroristico. Sette le vittime, 36 feriti ancora in ospedale e 21 in condizioni molto critiche. Tra questi anche quattro cittadini di nazionalità francese, due tedeschi e quattro agenti, di cui uno in modo grave ma non è in pericolo di vita. Non sono ancora state identificate le persone rimaste uccise nell’attacco, ma di sicuro alcuni sono stranieri. E uno canadese: lo ha annunciato lo stesso premier Trudeau. Scotland Yard ha riferito che un cittadino sarebbe stato colpito da un colpo sparato da un poliziotto: ricoverato, non è in pericolo. L’attacco è stato descritto come «prolungato, iniziato a London Bridge e concluso a Borough Market». Tre i terroristi in azione, tutti uccisi infine dal fuoco degli agenti. Secondo la ricostruzione degli agenti, gli attentatori hanno prima utilizzato un furgoncino per lanciarsi a tutta velocità e investite alcune persone sul ponte di London bridge, poi sono scesi e ne hanno ferite altre a coltellate. Quindi sono risalite sul mezzo e hanno proseguito per Borough Market.
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Il secondo attacco al Borough Market

La seconda azione terroristica degli estremisti si sarebbe svolta all’interno di un bar del Borough Market. Impugnando coltelli dalla lunga lama hanno tirato fendenti all’impazzata. Immediatamente è entrata in azione la Blue Thunder, la squadra speciale anti-terrorismo dei Sas, le teste di cuoio dell’esercito britannico. I residenti della zona intorno al London Bridge intanto hanno offerto ospitalità a chi è rimasto coinvolto nell’attentato. Un terzo allarme è scattato a Vauxhall, a oltre 4 chilometri dagli altri due luoghi, ma Scotland Yard ha poi precisato che «non ha nulla a che fare con i terroristi».

GUARDA IL GRAFICO Il luogo dell’attentato a Londra

Gli attentatori e i giubbetti esplosivi falsi

I tre attentatori sono stati uccisi. Per neutralizzarli, i poliziotti hanno sparato 50 colpi. Di uno dei terroristi c’è uno scatto che porta la firma di un fotografo italiano, Gabriele Sciotto, che si trovava al momento dell’attacco nella zona di Borough Market. Nella foto l’attentatore a terra indossa una cintura con dei contenitori di liquido infiammabile attorno alla vita. La polizia britannica ha poi affermato che i giubbetti esplosivi erano falsi, informazione confermata anche da Theresa May. Mentre il camioncino bianco, utilizzato per investire i pedoni sul London Bridge, era stato «noleggiato di recente dai terroristi» ed era stato pagato solo 20 sterline, ha riferito Scotland Yard. Secondo alcuni testimoni, i terroristi avrebbero urlato: «Questo è per Allah». L’Unità di Crisi della Farnesina ha verificato come non ci siano italiani coinvolti nell’attacco. La polizia intervenuta per fermare i tre terroristi, inoltre, ha ferito con un colpo di arma da fuoco anche un cittadino, che è stato ricoverato in ospedale e non è in pericolo di vita. A riferirlo è lo stesso capo dell’anti-terrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley, secondo cui sarà avviata un’inchiesta interna sull’accaduto.

La reazione della folla contro i terroristi, la tecnica, la scelta dell’obiettivo: i sette punti chiave dell’attentato di Londra Prev Next La tecnica: rudimentale, ma devastante

Polizia: «Scappate, silenziate il telefono e barricatevi»

«Scappare in un luogo sicuro», perché «questa è una opzione migliore che arrendersi o negoziare», e nascondersi, impostando il telefono in modalità silenziosa e barricandosi dentro. Sono le indicazioni che la polizia di Londra dà su Twitter ai residenti delle aree colpite stasera da quella che potrebbe essere una serie coordinata di attentati. Per accertare che tra i civili rimasti illesi non si celino terroristi la polizia ha scortato le persone lontano dalle zone colpite obbligandole a camminare con le mani sulla testa. In una conferenza stampa la comandante di Scotland Yard Cressida Dick ha invitato i cittadini a proseguire con la loro vita di tutti i giorni, a collaborare con la polizia e a non reagire in modo eccessivo. «Se vedete qualsiasi cosa che vi preoccupa, una persona o una cosa anche se non è significativa per favore contattateci sulla linea anti-terrorismo», ha aggiunto invitando «le persone a continuare a vivere normalmente».

Il blitz : 12 arresti

Nella mattina di domenica poi è iniziato un blitz della polizia britannica in un appartamento a Kings Road, a Barking, a est di Londra, dove sono state fermate 12 persone. Uno degli arrestati sarebbe una donna, che è stata portata via con un’ambulanza. Secondo la Bbc, uno degli attentatori di Londra, viveva a un indirizzo di Barking. Era sposato, aveva due figli e viveva in quell’abitazione da circa 3 anni, hanno raccontato i vicini di casa. «Un uomo ha cercato di scappare e loro gli hanno sparato fuori da casa mia. Lo hanno messo in un’ambulanza e gli altri in un furgone della polizia», ha raccontato invece una testimone, Tara Milan, all’Evening Standard. Una donna, Nizaur Rahman, che vive sul lato opposto all’edificio dove è avvenuto il raid, ha raccontato al Telegraph di esser stata svegliata «dal rumore di un’enorme deflagrazione, come uno sparo o un’esplosione, prima delle sette». «Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto nove furgoni della polizia e un’ambulanza». «Ho sentito la polizia che gridava: «giù, giù». Ho guardato fuori dalla finestra ed erano tutti sdraiati a terra. Uomini dai tratti asiatici con lunghe tuniche nere. C’era una donna con loro, che è stata poi lasciata andare. Uno aveva una cinquantina d’anni con una barba bianca, il terzo era sui trent’anni e il quarto era più giovane. Erano tutti a terra con le braccia ammanettate dietro la schiena». La polizia sta conducendo perquisizioni anche nel quartiere East Ham di Londra, anche queste probabilmente connesse con gli attentati.

La foto del fotoreporter italiano Gabriele Sciotto

Theresa May: «Quando è troppo è troppo»

«Quando è troppo è troppo», ha detto Theresa May parla all’indomani dell’attacco a Londra subito dopo la riunione del comitato di emergenza Cobra. May, arrivata a Downing Street poco meno di un anno fa, sa bene che in ballo non c’è solo la sicurezza ma anche la stabilità politica del Paese messa a dura prova dalla Brexit e il risultato delle elezioni dell’8 giugno «che si svolgeranno come previsto». «Le cose devono cambiare. La gente deve tornare a vivere, la società deve continuare a funzionare», spiega cercando di smorzare la tensione sempre più alta all’indomani di ogni attacco, soprattutto nei confronti dei musulmani. Ma la preoccupazione è anche per lo stile di vita minacciato, quello libero, fatto di concerti, di serate all’aperto e di shopping nel weekend. May ha anche sottolineato come l’estremismo islamista sia alla base dei recenti attacchi terroristici nel Regno Unito. «Attacchi tra loro non collegati da una rete comune», secondo la premier. «Ma ispirati da una comune ideologia estremista che interpella e sfida l’Occidente ed è una perversione dell’Islam». La risposta nell’ottica della leader conservatrice arriva dai «valori del pluralismo» della cultura britannica «superiori» rispetto ai messaggi dei «predicatori» estremisti che vanno contrastati non solo con l’azione militare e d’intelligence. Importante poi la lotta al jihadismo in rete, tema sollevato dalla Gran Bretagna anche a Taormina durante il G7. La premier ha anche ringraziato la polizia «per il coraggio e la professionalità». «Gli agenti hanno reagito con grande spirito, si sono attivata immediatamente: i tre terroristi sono stati uccisi entro 8 minuti dalla chiamata di allerta»; ed ha rivolto un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime.

Perché la Gran Bretagna è nel mirino Prev Next Returnees e integrazione troppo fragile

Dinamica simile a quella sul Westminster Bridge La dinamica ricorda quella dell’attentato del 22 marzo scorso al Palazzo di Westminster, quando un uomo uccise 5 persone percorrendo a tutta velocità il Westminster Bridge con un’auto a noleggio, travolgendo i pedoni, per poi schiantarsi contro il cancello del Parlamento. Stavolta l’attacco arriva a cinque giorni dalle elezioni britanniche che si terranno l’8 giugno, mentre per questa sera è confermato il concerto benefico a Manchester 22 vittime per le vittime dell’attentato del 22 maggio.

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"QUANDO È TROPPO è troppo". La premier inglese, Theresa May, il giorno dopo l’attacco al London Bridge non ha dubbi: "quando si tratta di terrorismo ed estremismo, le cose devono cambiare". Evidenziando che "questo è il terzo attacco in tre mesi in Gran Bretagna e da marzo la sicurezza, la polizia e l’intelligence hanno sventato 5 complotti", la premier ha precisato che "gli assalti non sono collegati, ma siamo di fronte a un nuovo trend: il terrorismo chiama il terrorismo e gli assalitori vengono ispirati da altri assalitori". La prima ministra è convinta che alla base delle aggressioni ci sia l’estremismo islamista e che debba essere rivista la strategia anti-terrorismo contro le nuove minacce al Paese. "È necessario cercare accordi internazionali che disciplinano il cyberspazio: dobbiamo fare di tutto per limitare l’estremismo online creando spazi sicuri online".

Alla premier ha fatto eco il ministro degli Esteri, Boris Johnson, che su Facebook ha ammonito "coloro che simpatizzano, o incoraggiano, o nascondono, o aiutano o favoreggiano questi assassini, in qualsiasi modo".  A loro "noi diciamo quando è troppo è troppo. Il vostro tempo è scaduto. I pozzi della tolleranza si stanno svuotando". E aggiunge: "Non vi lasceremo distruggere la nostra vita o la nostra democrazia", ha scritto ancora Johnson, aggiungendo che "oggi, milioni di londinesi continueranno la loro vita. Andranno al pub, al museo, nei parchi, a vedere spettacoli" e "questa - ha concluso - è la miglior risposta".

Si aggrava il bilancio. Le vittime dell’attentato, ha riferito la polizia britannica, sono sette, mentre i feriti sono 48, ricoverati in cinque ospedali. Tra loro anche quattro agenti di polizia. A uccidere i tre terroristi è stato un unico poliziotto, ma l’agente è stato a sua volta ferito e ora è in gravi condizioni. Per fortuna non rischia la vita. Durante una conferenza stampa, la commissaria della polizia metropolitana di Londra, Cressida Dick, ha fatto il punto dopo l’attentato e ha confermato che, per il momento, si ritiene che l’aggressione sia stata condotta dalle tre persone poi uccise dalle forze dell’ordine. "Sappiamo al momento che sono stati tre gli attentatori di ieri sera, non crediamo ci siano altri terroristi anche se continuiamo le indagini per escludere eventuali complici", ha precisato Dick.

Ventuno dei feriti versano "in condizioni critiche". Lo riferisce l’Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico. Intanto La premier britannica Theresa May si è recata in visita privata al Kings College Hospital, dove sono ricoverati alcuni dei feriti. Ne dà notizia lo stesso ospedale.

Raid a Barking. Intanto Sky News ha mostrato le immagini in diretta di un’operazione antiterrorismo in corso a Kings Road, a Barking, a est di Londra. Secondo l’emittente britannica, l’operazione è legata agli attacchi nella capitale. L’appartamento perquisito da Scotland Yard sarebbe quello in cui viveva uno degli aggressori dell’attacco. Sempre secondo Sky News si tratta di un uomo dai tratti mediorientali, che aveva moglie e figli. La polizia sta facendo domande sul suo conto ai vicini. Gli agenti hanno fatto irruzione all’interno di un condominio e hanno portato via 12 persone. Tra queste anche quattro donne, che, stando a quanto riferito da un fotografo dell’Afp, indossavano il velo islamico. Londra sotto attacco, la notizia sulle prime pagine dei giornali britannici Navigazione per la galleria fotografica 1 di 4 Immagine Precedente Immagine Successiva Slideshow
Un residente del quartiere, il 40enne Salahudee Jayabdeen, ha raccontato al Guardian che uno dei sospetti terroristi era stato espulso da una moschea locale, chiamata Jabir Bin Zyad, dopo aver interrotto l’imam durante la preghiera. "Da circa due mesi metteva in discussione quello che diceva l’imam. Non ricordo esattamente riguardo a cosa, ma gli fu chiesto di andarsene. Lui non voleva e fu mandato via con la forza", ha detto l’uomo al giornale inglese.

Primi indizi sulla dinamica. Dalle indangini è emerso che il pulmino bianco della Renault utilizzato dai terroristi per sferrare l’attacco al London Bridge era stato "noleggiato di recente dai terroristi". A riferirlo è Yard Mark Rowley, umero due della polizia metropolitana, in un punto con i giornalisti che ha aggiunto: "Per fermare gli attentatori, otto poliziotti hanno scaricato le loro armi di servizio: in totale sono stati sparati 50 colpi. Un un livello di fuoco senza precedenti". Rowley ha parlato anche di un passante rimasto ferito alla testa da un proiettile sparato da un agente durante l’operazione. L’uomo è ricoverato in ospedale, "ma le sue condizioni non sono critiche".

Nuovo raid. Dopo Barking, ora la polizia sta conducendo perquisizioni anche nel quartiere East Ham di Londra dove ha isolato l’area intorno a un edificio. Due le persone fermate. Testimoni, citati da Bbc e Press Association, hanno detto di aver visto decine di agenti armati e con il volto coperto che entravano in un appartamento sopra un negozio. Poi, due uomini sono stati portati via in un furgoncino della polizia.

Allerta resta ’grave’. È stato deciso per il momento di mantenere il livello di allerta anti-terrorismo nel Regno Unito a ’grave’, nonostante l’attacco di Londra. A dirlo è stato il ministro degli Interni Amber Rudd nel corso di un’intervista ad Itv. Non è stato quindi alzato a quello più alto, ’critico’, come invece era stato fatto per qualche giorno dopo la strage di Manchester perché si temeva che i complici dell’attentatore Salman Abedi potessero colpire. In mattinata, per fare il punto della situazione, si è riunito il comitato di emergenza Cobra, indetto d’urgenza.

Invito alla calma. La capitale britannica è ripiombata nel panico, a poco più di due mesi dall’assalto a Westminster: "È un momento difficile, capisco che la gente abbia paura. Vorrei che i londinesi e i turisti restassero calmi, vigili e attenti", ha detto ancora Cressida Dick. "Se vedete qualsiasi cosa che vi preoccupa, una persona o una cosa anche se non è significativa per favore contattateci sulla linea anti-terrorismo", ha aggiunto invitando "le persone a continuare a vivere normalmente". Secondo quanto riferito dalla responsabile della polizia metropolitana, gli attentatori di Londra indossavano cinture esplosive finte. "Lo scopo - ha spiegato la comandante - era quello di terrorizzare i passanti nel corso dell’attacco".

Terroristi fermati in otto minuti. Appena otto minuti: è questo il tempo impiegato dalla polizia per uccidere i tre aggressori dell’attacco terroristico, dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza. "La polizia armata ha reagito rapidamente e ha ucciso i tre uomini otto minuti dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza", ha detto Mark Rowley, capo della polizia anti-terrorismo.

Tassista ’eroe’ cerca di fermare aggressori.  Nei brevi minuti di terrore al London Bridge, il quotidiano Independent riferisce che un tassista, identificato solo con il nome ’Chris’, ha cercato di intercettare i terroristi e di investirli per fermarli. Poco dopo aver girato verso Borough Street, Chris ha visto un furgone bianco arrivare a circa 80 chilometri all’ora e poi investire deliberatamente i pedoni. L’autista, continua il giornale, a quel punto ha fatto un’inversione a U, per cercare di fermare l’uomo che era in pochi istanti sceso dal mezzo e stava attaccando le persone a colpi di coltello. "Ho detto al tizio nel mio taxi che avrei provato a colpirlo, lo avrei investito", e così "ho fatto un’inversione". "Stavo per investirne uno, ma mi ha schivato e tre agenti di polizia sono arrivati correndo verso di loro con i loro manganelli in pugno".

Ukip non sospende campagna elettorale. Contrariamenente a quanto fatto da altri partiti, che tra quattro giorni si confrontano nelle elezioni, l’Ukip non ha intenzione di sospendere la campagna elettorale: "Mi rifiuto di sospendere la campagna elettorale dell’Ukip perché distruggere la nostra democrazia è quello che vogliono gli estremisti", ha scritto su Twitter il leader del partito euroscettico, Paul Nuttall. La conferma che le elezioni dell’8 giugno si svolgeranno regolarmente arriva da May. Il primo ministro ha aggiunto che domani riprenderà anche la campagna elettorale.

Confermato concerto di Ariana Grande. Il terrore non ferma il concerto contro la paura, organizzato a Manchester da Ariana Grande insieme ad altre star che hanno deciso di affiancarla, come i Coldplay e Justine Biber. L’appuntamento è stato fissato dopo l’attacco di Manchester, nel quale hanno perso la vita 22 persone, al termine di un concerto proprio di Ariana Grande. A confermare l’evento sia il manager della cantante, Scooter Braun, sia la polizia di Manchester: uno dei responsabili, Garry Shewan, ha spiegato che il concerto si svolgerà "con misure di sicurezza rafforzate".

Minniti convoca comitato analisi antiterrorismo. I fatti di Londra fanno salire l’attenzione anche nel nostro Paese. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato una riunione straordinaria del comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa) per le ore 18 al Viminale, alla presenza dei vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence. Intanto fonti della Farnesina riferiscono che "al momento non risultano italiani coinvolti" nell’attentato di ieri sera. "Il lavoro continua dato l’elevato numero di italiani presenti a Londra", hanno aggiunto le fonti.

Mattarella: "Sdegno per fatti Londra". Dura la condanna del capo dello Stato, Sergio Mattarella, per l’attentato nella capitale britannica: "Ancora una volta, manifestando il suo volto più vile, il terrorismo ha brutalmente colpito Londra. Gli attacchi di questa notte suscitano, oltre al cordoglio, profondo sdegno e la più ferma condanna. L’Italia sarà sempre a fianco del Regno Unito nella lotta contro quanti cercano di stravolgere la convivenza civile delle nostre società libere e inclusive".

Trump: "Basta con il politicamente corretto". Su Twitter Donald Trump tuona: "Dobbiamo smettere di essere politicamente corretti e occuparci della sicurezza per la nostra gente. Se non ci facciamo furbi potrà solo peggiorare". E ancora: "Avete notato che non c’è ora un dibattito sulle armi? È perché hanno usato coltelli e un furgone!".

The Donald ha poi criticato il sindaco di Londra Sadiq Khan: "Almeno 7 morti e 48 feriti in un attacco terroristico e il sindaco di Londra dice che non c’è nessuna ragione per essere allarmati!". La risposta è arrivata via Twitter da Matt Chorley, portavoce di Khan: "Il sindaco di Londra ha cose molto più urgenti da fare che rispondere ai tweet mal informati del presidente Trump". A difesa del sindaco è intervenuta anche la scrittrice J.K Rowling


Il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, musulmano e figlio di immigrati pachistani, ha denunciato come un atto "codardo e deliberato" l’attacco. "Ho paura - ha continuato il sindaco - ma non faremo mai vincere i terroristi". E sul tema del rinvio del voto dice: "Sono contrario, andiamo a votare". "I terroristi non faranno deragliare la democrazia", ha detto il leader laburista Jeremy Corbyn. "Quelli che vogliono far del male alla gente e dividere le nostre comunità non avranno successo", ha aggiunto.

E da Washington il presidente Usa Donald Trump, informato dell’accaduto, via Twitter ha assicurato aiuto e vicinanza alla Gran Bretagna: "Qualunque cosa gli Usa possano fare per aiutare Londra ed il Regno Unito, noi saremo al vostro fianco. Siamo con voi, che Dio vi benedica". E poi ha rilanciato l’esigenza del ’travel ban’ per garantire "un livello extra di sicurezza".

In Italia si è subito attivata la Farnesina che sta verificando il coinvolgimento di italiani. Due francesi sono rimasti "feriti, uno in modo grave" nell’attacco, ha annunciato il portavoce del governo, Christophe Castaner.

Le ferrovie britanniche hanno annunciato che restano chiuse la stazione ferroviaria e quella della metropolitana di London Bridge: nessun treno sarà in servizio. Anche il London Bridge resta chiuso al traffico, riferisce la Bbc, aggiungendo che nella zona restano chiuse altre sette strade:  Southwark Bridge, Borough High Street, Southwark Street, Lower  Thames Street, King William Street, Gracechurch Street e Canon  Street.