Corriere della Sera, 4 giugno 2017
L’impero romano ambulante dei tredicine
I veri re di Roma sono una famiglia il cui insondabile impero dura da molti anni. A partire dagli anni Sessanta, la famiglia Tredicine ha creato un regno fondato sul commercio ambulante. Solo nel centro storico occupano direttamente o indirettamente più della metà dei posti disponibili per i camioncini di bibite e sorbetti.
Il business della famiglia vale oltre 30 milioni di euro, considerando soltanto il valore di mercato dei posti: loro o gestiti. Il Comune infatti non ne rilascia più da anni perché il settore è saturo. Chi ce l’ha, se lo tiene.
I Tredicine si sono presi Roma, una licenza alla volta. Prima tutti i caldarrostai, poi i camion-bar, poi mutandari e merce varia. Nelle cartoline della città, dal Colosseo alla Piazza di Spagna, c’era sempre un loro chiosco di bibite, un loro banco di souvenir. Alcuni membri hanno avuto problemi con la giustizia, altri si sono seduti ai tavoli del potere.
Giorni fa, nottetempo, la giunta Raggi, spacciandolo per un regolamento contro il degrado, ha preso posizione contro la «Bolkestein», una direttiva europea che prevede la messa a bando delle concessioni su suolo pubblico (mercati, bancarelle, camion-bar) entro maggio 2017. Insomma, il Comune sta con la famiglia Tredicine (3 di film, 3 decine?).
Per vincere al Totocalcio bisogna fare tredici, per il Campidoglio basta fare Tredicine.