Il Sole 24 Ore, 4 giugno 2017
Christie’s ha 250 anni
La casa editrice Phaidon ha fatto le cose in grande e per il 250° compleanno di Christie’s ha pubblicato in quattro lingue (inglese, francese, italiano e spagnolo) un volume di 500 pagine, illustrato a colori, prefato da Lord Rothschild e intitolato Aggiudicato! È interessante scoprire che per l’edizioni italiana sono state stampate circa tremila copie; quanti sarebbero in Italia i collezionisti d’arte di altissima gamma.
Il libro, tuttavia, farà gola anche a semplici curiosi del mercato dell’arte, agli appassionati del bello, agli studenti di Beni culturali e agli studiosi di Storia del costume perché presenta 250 lotti venduti all’asta da Christie’s dal lontano 1766 al 2016 – uno per ogni anno – e racchiude, come in uno scrigno, la materia di cui è fatta la civiltà.
Anche lo svolgimento è avvincente: la storia inizia con la prima vendita di liquidazione organizzata dallo scozzese James Christie (1730 – 1803) a Londra, nella sede permanente di Pall Mall e attraversa ogni categoria del collezionabile, da Star Trek a Pelé, da un autografo di Albert Einstein, all’abito di velluto blu che indossò Lady D la notte in cui ballò con John Travolta alla casa Bianca, fino a Les Femmes d’Alger (Versione “O”) dipinto da Picasso nel 1955, aggiudicato a New York nel 2015 per 179.365.000 $ (pari a 160 milioni di euro) e ancora record assoluto. Sembra lontano anni luce quel mezzogiorno del 5 dicembre 1766 in cui Mr Christie batté per 19 scellini il lotto numero 1 della sua carriera, composto da «sei scodelle, una pinta per la prima colazione e alcuni piatti» e acquistato da un certo Mr Sheppherd. In un quarto di millennio, infatti, il mercato dell’arte è cresciuto in modo esponenziale, complice la globalizzazione che permette a collezionisti di ogni parte del mondo di competere in contemporanea per avere il meglio in ogni categoria e di stabilire record mai registrati prima.
Di proprietà del francese François Pinault, la Christie’s resta anglosassone e aristocratica nell’anima, come dimostra il sodalizio che legò per tutta la vita il celebre banditore e il pittore Thomas Gainsborough che lo ritrasse nel 1778. I due erano vicini di casa e spesso cenavano insieme, l’artista divenne socio di Christie e a suggellare l’intesa dipinse un bel ritratto dell’amico, rimasto appeso nelle sale di Pall Mall finché non fu venduto nel 1927; oggi si trova al J. Paul Getty Museum di Los Angeles. L’opera portò benefici a entrambi; grazie a esso Christie pubblicizzava la sua familiarità con uno dei maggiori ritrattisti britannici, mentre Gainsborough promuoveva la sua pittura di paesaggio, che appare come quadro nel quadro. Molte altre opere descritte nel libro sono oggi nei principali musei del mondo, dalla Morte di Atteone di Tiziano, battuto dalla National Gallery di Londra nel 1971 per 23.824.000 € a L’Assenzio di Degas, primo dipinto impressionista venduto da Christie’s e oggi tra i tesori del Musée d’Orsay di Parigi.