La Gazzetta dello Sport, 4 giugno 2017
Real Madrid, sessant’anni di trionfi Galattici
Le 12, l’ora del campione. Il Real Madrid è arrivato puntualissimo all’appuntamento con la storia fissato da Marca. Il quotidiano sportivo madrileno ieri aveva aperto con una bella prima pagina riempita da un orologio con le ore scandite dalle città e gli anni nei quali il Madrid aveva vinto le sue prime 11 Coppe dei Campioni/Champions. In alto, nel posto della dodicesima ora, i simboli di Juventus e Real Madrid. Riempiendo anche quello slot i blancos avrebbero chiuso il cerchio del tempo rendendo ancora più profondo, incolmabile in tempi brevi, il gap che separa la Casa Blanca dai mortali: il Milan ha 7 vittorie, Bayern, Liverpool e Barcellona 5, Ajax 4, la povera Juventus addirittura solo due con le sue 7 maledette finali perse.
LA MAPPA Da Parigi 1956 a Cardiff 2017, passando per Madrid (1957), Bruxelles (1958), Stoccarda (1959), Glasgow (1960), ancora Bruxelles (1966), Amsterdam (1988), il bis a Parigi (2000), di nuovo Glasgow (2002), Lisbona (2014) e Milano (2016). Nove città, 7 Paesi, una sola squadra: il Real Madrid già scelto come miglior club del XX secolo e assoluto dominatore di questo scampolo del XXI con 5 successi in 18 edizioni. Tre vittorie negli ultimi 4 anni, con questo «doblete» che mancava dal 1990, dal Milan di Sacchi, e che nessuno era mai riuscito a realizzare da quando la Coppa dei Campioni si è allargata diventando Champions League.
SCONFITTI Il Madrid in finale ha battuto lo Stade Reims con Hidalgo e Kopa, la Fiorentina di Fulvio Bernardini con Sarti, Julinho e Montuori, il Milan allenato da Gipo Viani con Cesare Maldini, Gigi Radice, Liedholm e Schiaffino, ancora lo Stade Reims stavolta con Fontaine, l’Eintracht di Francoforte, il Partizan Belgrado, la Juventus di Zidane e Del Piero, Deschamps e Inzaghi, Conte e Montero, il Valencia di Cuper, il Bayer Leverkusen di Ballack, due volte l’Atletico del «Cholo» e ieri la Juventus di Buffon e della BBC.
VINCITORI E il Madrid? Paco Gento, oggi presidente d’onore della Casa Blanca, con Alfredo Di Stefano è il collante della prima magica serie di 5 trionfi consecutivi arrivati nel primo lustro di vita della competizione: la differenza tra i due è che lo spagnolo partecipò anche alla vittoria del ’66 quindi nel salotto ha ben 6 coppe (record), contro le 5 che aveva la mitica «saeta rubia». Anche Zarraga partecipò ai primi 5 successi, Marquitos, Rial e Santamaria a 4 (Ronaldo è a 4 ma una coppa l’ha vinta con lo United).
DIGIUNO Nel 1966 per il Madrid iniziò un lungo e incredibile digiuno: «Gli altri si sono organizzati, volevano rompere il nostro dominio e ci sono riusciti» ci ha raccontato Santamaria. Eccome. Trentadue anni senza una sola vittoria e con una sola finale, persa nel 1981 contro il Liverpool. Tra i vittoriosi del ’66 c’era Manolo Sanchis padre, tra quelli del ’98 Manolo Sanchis hijo, trait d’union familiare tra la «Sexta» e la «Séptima». Con il piccolo Manolo anche Hierro e Raul, poi nel nuovo secolo Zidane, Ronaldo, Casillas, e infine dopo un altro buco di 12 anni, i tre successi firmati da Ronaldo e Ramos, Benzema e Bale.
BIANCO E NERO E COLORI Il Madrid aveva dominato l’epoca in bianco e nero con 6 successi (e due finali perse) nei primi 11 anni della competizione, poi dopo il buco più che trentennale è tornato ad imporsi nel mondo a colori: dal ’98 in 20 anni i successi sono di nuovo 6. Considerando che ora gli avversari sono molti di più, più agguerriti e la competizione molto più lunga (nel ’56 il Madrid giocò 7 partite, quest’anno 17), 6 vittorie in 20 anni sono da considerare un grande successo. Quattro portano la firma di Florentino Perez, presidente Galactico di un club che con lui è tornato ai fasti degli anni 50, quelli di Santiago Bernabeu.