Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  giugno 04 Domenica calendario

Tris CR7: due palloni, il terzo d’oro

CR7. Come i gol che Ronaldo ha fatto a Gigi Buffon in 5 partite tra il Madrid e la Juve. Gli ha segnato sempre, in ogni gara, ieri due volte. Era dal 1962 che un madridista, Puskas, non faceva due gol in finale. Una doppietta che lo porta sul 12 a 11 su Messi facendogli vincere per il quinto anno di fila la classifica dei marcatori della Champions (10 gol nelle ultime 5 gare!)e gli permette di superare Leo anche nel totale dei pichichi europei vinti: 6 a 5. Una doppietta che lo fa arrivare a 600 gol in carriera, in 855 partite. E soprattutto una doppietta che lo lancia verso il quinto Pallone d’oro e il Grande Pareggio sempre con la sua nemesi argentina. Risultato epocale per segnare un decennio che ha visto il lungo portoghese e il corto argentino dominare la scena europea: «Abbiamo fatto un finale di stagione incredibile, prima la Liga e ora in Champions. Cosa potrei chiedere di più? Sto vivendo un momento unico: ora riposiamo e poi ci dovremo concentrare sulla prossima stagione e sul Mondiale per club. Voglio vincere anche la prossima Champions,non è mai facile ma tutto è possibile. Pallone d’oro? Vedremo». Messaggio anche a chi lo critica: «Io rispondo sul campo: quelli che mi criticavano dovranno di nuovo infilare la chitarra in un sacco».
DA CARDIFF A CARDIFF Sono stati 11 mesi spettacolari gli ultimi vissuti da Ronaldo: dal 10 luglio 2016 quando si fece male ma conquistò il primo Europeo del Portogallo a Saint Denis contro la Francia a questo 3 giugno che gli ha portato la quarta Champions. Trofeo numero 21 preso nella stesso Millennium Stadium di Cardiff dove aveva conquistato il suo primo titolo, la FA Cup col Manchester United il 22 maggio 2004. Quella di ieri per lui era la 5a finale: la terza in 4 anni col Madrid dopo le due con lo United nel 2008 e nel 2009. Col Madrid ha il 100% di successo, con il Manchester di Ferguson si fermò al 50%. Nelle finali del trittico blanco ci sono parecchie differenze nelle prestazioni di Ronaldo. A Lisbona segnò l’ultimo inutile gol nel 4-1 all’Atletico e lo celebrò in maniera smodata, esagerata per il peso specifico. A Milano ha buttato dentro con plastica freddezza il rigore decisivo dopo una gara grigia. In entrambi i casi era cotto, sfinito dalla sua voglia di giocare ogni minuto di ogni partita. Qui a Cardiff si è presentato tonico, asciutto, riposato. E siccome la fame non la perde mai, il risultato è servito.
NUOVA POSIZIONE Ha iniziato chiedendo un rigore che non c’era, quello che i catalani definiscono «Penaldo» perché li vede solo lui. Poi si è arrabbiato quando Dani Alves gli ha portato via il pallone. Prima di arrivare al 20’ però la sua frustrazione si era già trasformata in quella solita cosa che fa lui: un gol. Destro letale per premiare un bel passaggio di Carvajal. Nella ripresa il suo secondo sigillo, un tocco ravvicinato da vero 9, la sua nuova posizione. Quest’anno Ronaldo non ha solo capito che doveva riposare, ma ha anche accettato con favore l’idea di Zidane di cambiargli la posizione, specie in assenza di Bale: non più uomo di fascia ma centravanti vero con Benzema che gli gira intorno. E così dopo anni positivi ma non travolgenti abbiamo rivisto il miglior Ronaldo.Ieri è arrivato a 144 presenze in Champions come Raul (ma più gol, 106 a 71). E infatti Raul il Pallone d’oro non l’ha mai vinto. Il suo primo gol ieri sera è stato il numero 500 del Madrid in Champions, Ronaldo aveva segnato anche il numero 400. Chiude la stagione con 42 gol: un’annata d’oro nella quale ha sfondato il muro dei 400 gol col Madrid, un club del quale sta riscrivendo la storia a lettere d’oro.