Corriere della Sera, 3 giugno 2017
In gesso o gonfiabili. La carica dei mini-me
Come vi sentireste davanti al vostro gemello? Non uno in carne e ossa, ma una controfigura da far invidia a Verne Troyer, il «mini-me» di Austin Powers. È un trend recente quello delle miniature, perfette per un mercato che punta sull’ego. Dalle t-shirt alle tazze, dalle palline per l’albero di Natale agli zerbini, ormai si può essere stampati ovunque. Anche sui francobolli, come fanno gli americani che si «spediscono» attraverso il servizio di filatelia photostamp (www.photostamp.com). Nell’era 4.0, però, le immagini bidimensionali non bastano più e con la tecnologia 3D si può aspirare a «duplicarsi» come bambola gonfiabile o statuetta policroma in gesso da mettere sul caminetto, nel presepe o persino dentro alle tasche. Non ci credete? «Qualche tempo fa, si è presentato un giovane che si è fatto stampare una statuina di se stesso alta quattro centimetri. Uno scherzo per la fidanzata molto più alta di lui e desiderosa di metterlo in tasca», racconta Lujan Patitucci che con il marito Raffaele Di Sipio gestisce lo studio Minimondo3D (minimondo3D.com) a Milano. Di clienti pazzerelli Lujan ne ha visti parecchi, come quel ragazzo che per Natale «si è fatto ritrarre nudo come regalo per la sua donna». Quella delle statuette 3D sta dunque diventando una mania? «In parte – spiega Patitucci. Vendiamo soprattutto per i matrimoni e all’apertura delle scuole. Ai nostri clienti piace farsi ritrarre per ricordare momenti particolari della vita. Io, ad esempio, ho scelto la maternità. Mi sono ritratta mentre allattavo mio figlio che oggi ha quattro anni. Ogni volta che guardo quella statuina, rivivo grandi emozioni». Dunque non è solo una questione di ego… «Certo, più l’ego è importante, più grandi sono le statuette da realizzare – spiega Patitucci. Tuttavia, i nostri clienti vengono anche per conservare il presente e celebrare la vita, come chi ha perduto un parente. Ci inviano le foto, le trasformiamo in file 3D e passiamo alla stampa».
IncredibileVisu è una start up milanese (www.incredibilevisu.it) attiva dal 2015. Le sue statuette sono perfette nei dettagli. «Basandomi sulla fotogrammetria, ho realizzato un sistema in cui 96 fotocamere agiscono insieme. La scansione del soggetto avviene in una frazione di secondo», spiega Massimo Tasso, un ingegnere convinto che gli «avatar» 3D siano un business dalle enormi potenzialità. Trasversale il portfolio clienti: aziende di moda, agenzie di comunicazione, intere famiglie e amici burloni. «Le case di moda ci chiedono di fotografare le collezioni nelle possibili varianti. Le statuette vengono usate per affiancare i tradizionali cataloghi – continua Tasso —. Un’agenzia di comunicazione ha indetto un concorso fotografico a tema su Facebook per vedere quante persone aderivano attraverso questo social. I primi cinque classificati sono stati premiati con una statuetta».
Stampa per conto terzi Prototek (www.prototek.it), azienda di Valenza nel business del 3D da 18 anni. «Il nostro mercato è soprattutto B2B. Tra i nostri clienti, abbiamo molte agenzie di eventi. Ci chiamano per scannerizzare anche 100 persone alla volta. Le statuette vengono regalate come cadeau», dice Andrea Barchi, direttore generale dell’azienda alessandrina.
La tecnologia 3D presenta due limiti: le scannerizzazioni vanno fate in loco e le statuette non sono proprio «cheap», in media, si parte da 50-100 euro per pezzi da 8-9 cm fino a 500 euro per i 30 cm.
Tra i gadget decisamente ironici, la bambola gonfiabile proposta da 25Inch.me (www.25inch.me), una start up brianzola fondata da cinque amici trentenni. Personalizzare è il loro credo. Di bambole ne hanno già stampate oltre cinquemila. «Siamo partiti lentamente, ma adesso il mercato sta decollando», dice Stefano Morelli. E spiega: «Facciamo un prodotto che è percepito come divertente e adatto come regalo di compleanno, un settore questo pari al 40% della nostra produzione». La bambola di 25inch.me è alta 60 centimetri, costa 25 euro e si gonfia/sgonfia attraverso una normale valvola. Per ottenerla, bisogna caricare la propria foto nel sito dell’azienda e scegliere le varie combinazioni di abbigliamento proposte. Insomma, bastano pochi clic per avere il proprio «mini-me» gonfiabile, una controfigura per mille occasioni.