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 2017  giugno 03 Sabato calendario

Sole e ghiaccio, ecco le obiezioni a Donald

In attesa della critica della teoria dell’evoluzione e dell’affermazione di una Terra piatta, ci sono almeno sette motivi per non credere a quanto afferma il presidente della nazione più potente del mondo sul clima. E uno per non ascoltarlo. Eccoli.
«Qual è la novità»
«Il clima sulla Terra è sempre cambiato, qual è la novità?» Tutti gli scienziati ammettono che il clima terrestre non è costante, solo che l’attuale riscaldamento è più accelerato di qualsiasi altra volta in passato e riguarda tutto il globo, non solo alcune regioni.
«L’uomo non c’entra»
Quello del carbonio è un ciclo all’equilibrio, abbiamo a che fare con quantità naturali enormi, ma basta una piccola variazione per spostarlo, come la classica goccia che fa traboccare un vaso anche gigantesco. Nell’ultimo anno su più di 3.000 pubblicazioni scientifiche verificate, solo una non attribuiva all’uomo la causa del riscaldamento globale. Le emissioni umane liberano carbonio che prima era sepolto nei giacimenti di combustibili fossili ed era estraneo al bilancio globale.
«È tutta colpa del sole!»
Secondo la Nasa, nonostante un’attività solare molto bassa, la Terra ha continuato ad assorbire più energia termica di quanta ne restituisce allo spazio. Raggi cosmici e macchie solari contano meno del 5% rispetto alla forzante antropica sull’effetto-serra naturale. Le ceneri dei vulcani, semmai, abbassano le temperature, non le innalzano.
«C’è ancora ghiaccio!»
I satelliti testimoniano che l’estensione dei ghiacci polari è diminuita in modo irregolare, ma continuo, negli ultimi decenni: dagli 11,4 milioni di kmq del 1979 a 10,6 milioni di kmq del 2008. Nel XX secolo l’innalzamento del livello del mare è stato più veloce dei precedenti 27 secoli e con il nuovo millennio le acque salgono più rapidamente.
«Addio alle mezze stagioni»
I cambiamenti climatici non si misurano su singoli episodi, si dovrebbero valutare le tendenze, quelle climatiche appunto, come, per esempio, la migrazione di specie aliene che si insediano in habitat diventati più «caldi» (i barracuda nel Mediterraneo).
«Il complotto delle lobby»
Non c’è alcuna divisione fra gli scienziati: il 97% di quelli che studiano il clima ritiene che il cambiamento climatico dipenda dalle attività antropiche. Gli esperti dell’Ipcc non sono pagati, e solo il 30% dell’organico è permanente; gli altri 831 membri sono volontari a titolo gratuito. Inoltre sono spesso sostituiti al 70%.
«Il riscaldamento è finito»
Il picco più freddo del 1998 è stato un errore di interpretazione dei modelli: i dieci anni più caldi degli ultimi secoli sono tutti stati registrati dopo. I record delle temperature globali nel 2014, 2015 e 2016 hanno sepolto la tesi della presunta pausa nella crescita delle temperature. Il 2016 è l’anno più caldo di sempre e la temperature sono salite sempre più velocemente negli scorsi anni.
Le posizioni negazioniste non sono una novità: qualche medico nutre dubbi sul fatto che il fumo sia davvero la causa prima dei tumori e qualcun altro sul fatto che l’Hiv sia determinante nell’Aids. In scienza succede, e gli errori sono spesso più utili dei successi. Ma affidarsi di nuovo a una minoranza priva di dati sarebbe imperdonabile, un po’ come se, avendo chiamato attorno al capezzale di vostro figlio morente i migliori dieci specialisti nella sua patologia, decideste di dare retta al solo che dice di non operarlo contro gli altri nove che, invece, sostengono l’urgenza di farlo. Se pure poi, per assurdo, le attività produttive non fossero decisive per il global warming, certo ci avvelenano comunque. Questo il motivo perché le altre nazioni non devono ascoltare The Donald e non devono tornare indietro.