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 2017  giugno 02 Venerdì calendario

Crac Etruria, terza multa a babbo Boschi da Consob

Sanzioni amministrative per 2,6 milioni di euro nei confronti di 33 consiglieri e dirigenti degli ultimi cda di banca Popolare di Etruria e del Lazio, compreso Pier Luigi Boschi. Dopo ormai un anno dal loro avvio, Consob ha chiuso le verifiche sulle obbligazioni senior e subordinate emesse dall’istituto di credito aretino tra il 2012 e il 2014, quelle poi azzerate il 22 novembre 2015 dal decreto di risoluzione del governo – il cosiddetto “salva banche” – che in una notte le ha trasformate in carta straccia.
110 milioni di subordinate perse dai risparmiatori che hanno poi presentato esposti per truffa nei confronti della banca lamentando di non essere stati adeguatamente informati sui rischi reali. Ed è proprio sulle carenze del prospetto informativo diffuso da Etruria che Consob ieri ha emesso le sanzioni: la vecchia popolare, secondo l’autorità di vigilanza, non ha inserito nel prospetto informativo il corretto livello di rischio delle obbligazioni vendendole come prodotti comuni anche al mercato retail più debole – piccoli risparmiatori – che avrebbero dovuto invece esserne esclusi.
Alcuni consiglieri hanno già risposto a Consob contestando in particolare la tardività della sanzione e chiesto un’audizione in Commissione per rimodulare la cifra. Al momento Pier Luigi Boschi, padre dell’ex ministro e oggi sottosegretario Maria Elena, è stato sanzionato per 120 mila euro.
È la terza multa che Boschi senior è chiamato a pagare per gli incarichi che ha avuto in Etruria, dove è entrato come consigliere nel 2012 per poi diventare vicepresidente nel 2014, incarico che ha ricoperto fino al commissariamento della banca avvenuto a febbraio 2015.
Nel 2014 Banca d’Italia sanzionò Boschi per 144 mila euro contestandogli “violazioni di disposizioni sulla governance, carenze nell’organizzazione, nei controlli interni e nella gestione nel controllo del credito e omesse e inesatte segnalazioni alla vigilanza”. Nel marzo 2016 di nuovo, sempre Palazzo Koch, per 130 mila euro. Questa volta contestando nello specifico a Boschi “carenze nel governo, nella gestione e nel controllo dei rischi e connessi riflessi sulla situazione patrimoniale” e “inosservanza delle disposizioni in materia di politiche e prassi di remunerazione e incentivazione”.
Adesso a Laterina arriva la terza multa. Che era comunque stata annunciata: Consob lo scorso novembre aveva inviato ai consiglieri una lettera nella quale comunicava loro di aver avviato il procedimento sanzionatorio amministrativo. Certo le speranze saranno state differenti. Ma la multa potrebbe non essere la peggiore delle notizie attese a casa Boschi: manca ancora la decisione della Procura di Arezzo. Il papà di Maria Elena è infatti ancora indagato per bancarotta fraudolenta, nonostante lei, il Pd e lo stesso segretario Matteo Renzi, ripetano che sia stato archiviato.