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 2017  giugno 03 Sabato calendario

La Banca mondiale dà la caccia alla «e»

Paul Romer è un economista conosciuto a livello mondiale, e considerato un possibile premio Nobel. Dirige da quest’anno i servizi economici della Banca mondiale. Ha minacciato i suoi collaboratori di censurare la pubblicazione del loro prossimo World Economic Report se più del 2,6% delle parole del testo sono delle «e» («and» in inglese, «et» in francese, secondo quanto ha riportato Le Figaro.
Motivo di questa caccia alla «e»? È irritato per aver constatato che a volte fino al 7% di alcuni scritti della Banca sono costituiti da «e». Questa lettera non è colpevole di per sé, ma traduce una moltiplicazione di dati e di argomenti sovrabbondanti che nuocciono alla chiarezza degli studi. Paul Romer rimprovera ai suoi di girare intorno alla questione, di non tagliare la testa al toro e di fornire dei rapporti aggrovigliati.
Non è il primo a lamentarsi. Già il presidente degli Stati Uniti, Harry Truman (1945-1953) aveva dato degli «incapaci» agli economisti che scrivevano costantemente «da una parte» e «d’altra parte» nei loro rapporti.
Comunque sia la strigliata pubblica di Paul Romer ha fatto bene perchè, scrive Le Figaro, tutti gli economisti, non solo quelli della Banca mondiale, producono testi troppo lunghi, inutilmente complicati e che mancano completamente di eleganza espressiva.