Corriere della Sera, 2 giugno 2017
Quei patti imposti ai dipendenti Usa
L’economia americana cresce più di quella europea, ma l’insoddisfazione della gente è la stessa, l’impoverimento del ceto medio anche. Dipende da vari fattori, dalla maggior precarietà del lavoro, fino alla necessità di competere anche con robot e manodopera straniera a basso costo. Ma non è solo per questo che, nonostante la crescita e un’apparente condizione di piena occupazione, gli stipendi rimangono bassi. Le regole dell’economia dicono che, quando tutti sono occupati, chi vuole assumere deve pagare di più. E anche chi vuole tenersi i suoi lavoratori. Se le cose non vanno così è anche perché gli Stati Uniti, faro delle libertà economiche, da un po’ di tempo soffrono di un capitalismo malato e distorto. E qui l’effetto Trump c’entra poco o niente. Lo si vede nel trasporto aereo, un tempo liberalizzato e veramente low cost, mentre nell’Europa delle compagnie di bandiera superprotette volare costava assai caro. Oggi è il contrario: costa assai di più (e con un servizio peggiore) volare nell’America della concentrazione di gran parte del traffico in tre compagnie oligopoliste: United, Delta e American. Una degenerazione per certi versi simile avviene anche nel mondo dell’impiego dove i patti di non concorrenza, clausole contrattuali in genere fatte firmare ai tecnici delle compagnie dell’alta tecnologia per evitare che vadano a lavorare altrove portandosi via i segreti industriali dell’impresa, vengono ormai imposti anche ai dipendenti privi di qualunque specializzazione: dai magazzinieri ai ragazzi che friggono hamburger in un fast food. Solo per tenere bassi gli stipendi: chi minaccia di andare a lavorare per la catena concorrente che offre qualche dollaro in più viene avvertito che se se ne va dovrà affrontare una lunga e costosa battaglia legale. Assurdità? Pochi casi limite? Un recente rapporto del ministero del Tesoro certifica che negli Usa almeno 30 milioni di dipendenti sono vincolati da clausole «noncompete». Ci sono perfino dog sitter che, alla richiesta di un aumento, hanno scoperto di aver firmato contratti con vincoli che legano loro le mani. Barack Obama aveva tentato di intervenire, ma i provvedimenti che ha sollecitato sono fermi al Congresso. E, comunque, la materia è largamente regolata dai singoli Stati. Alcuni proteggono solo le imprese tecnologiche (la California nemmeno quelle), ma molti altri lasciano che il patrimonio di un dipendente – l’esperienza maturata in anni di lavoro – divenga una catena anziché un’opportunità.