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 2017  giugno 02 Venerdì calendario

Ma il mondo accelera sulle rinnovabili

Che cos’è l’Accordo di Parigi sul clima?
È l’intesa firmata alla Conferenza di Parigi del dicembre 2015 per cercare di limitare le emissioni di gas serra colpevoli di provocare il riscaldamento globale. È stato firmato da 195 Paesi del mondo, che hanno preso impegni volontari di taglio delle emissioni: tutti, Corea del Nord compresa, esclusi Nicaragua e Siria. L’accordo punta a limitare l’incremento della temperatura media della Terra «molto sotto» i 2 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale.
In che cosa consiste il riscaldamento globale?
Si tratta di un fenomeno accertato, e provocato secondo il 98% degli scienziati dall’attività umana. Ovvero, dalle milioni e milioni di tonnellate di gas serra disperse nell’atmosfera dall’inizio dell’era industriale. Lo scorso aprile la temperatura media del pianeta è risultata maggiore rispetto alla media dell’era preindustriale di 0,88 decimi di grado, e il 2017 rischia di passare alla storia come l’anno più caldo. Il riscaldamento globale provoca cambiamenti nell’ambiente: non siamo in grado di sapere esattamente quali, ma si prevede un aumento degli eventi meteo estremi (siccità ma anche alluvioni), l’acidificazione degli oceani, lo scioglimenti dei ghiacci, la desertificazione delle aree temperate, e altro ancora. Se non si interverrà con decisione, il rischio è una drastica e negativa trasformazione del Pianeta in pochi decenni.
Che impegni ha stabilito il Trattato di Parigi?
Gli Stati firmatari hanno preso degli impegni (sulle emissioni, ma anche per finanziare la «decarbonizzazione» dei Paesi più poveri) del tutto volontari. Né certo c’è un modo di «obbligarli» a cambiare le loro economie, i consumi, gli stili di vita per ridurre le emissioni. Secondo gli scienziati gli impegni presi nel 2015 non sono sufficienti a centrare gli obiettivi. Tuttavia il processo di decarbonizzazione è già stato avviato: tutti i Paesi stanno effettivamente facendo molto di più di quanto previsto. In particolare Cina e India, rispettivamente il primo e il quarto Paese per emissioni, stanno bruciando le tappe, con investimenti ingentissimi in tecnologie verdi. Che oltre a combattere l’effetto serra, producono innovazione e posti di lavoro.
Che dignità hanno le posizioni degli «scettici»?
Nessuna: solo una piccola minoranza del mondo scientifico esprime dubbi. E spesso si tratta di persone finanziate dalle aziende «emettitrici» (petrolieri, trasporti, industrie pesanti, elettricità), condannate a perdere competitività o a spendere per innovarsi.
Trump porta l’America fuori dall’Accordo di Parigi. Che succede?
Certamente si tratta di una pessima notizia per il pianeta. Ma dal punto di vista concreto è possibile che anche negli Usa la decarbonizzazione continui, sia pure a un passo ridotto. Già in queste ore ben 17 Stati, tra cui colossi economici come California e New York, hanno varato norme molto più stringenti di quelle indicate nel 2015 da Obama. E molte grandissime corporation hanno confermato i loro impegni. Cina, India ed Ue, infine, intendono accelerare.