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 2017  giugno 01 Giovedì calendario

Notre-Dame rischia di crollare

Ha attraversato più di otto secoli con un’eleganza rara, mantenendo intatto il suo fascino insieme intrigante e misterioso, è stata al centro di numerosi romanzi, storie, leggende, opere d’arte, ma ora inizia a mostrare i suoi primi segni di debolezza. La cattedrale di Notre-Dame, principale luogo di culto cattolico di Parigi, ha bisogno di un’urgente opera di restauro che possa ridarle lo splendore che smog, incuria e età avanzata hanno consumato. Per questo motivo, il monumento più visitato della capitale francese (14 milioni di turisti ogni anno) lancerà una vasta operazione di raccolta fondi che coinvolgerà soggetti privati, al fine di raggiungere quei 100 milioni di euro necessari, secondo gli esperti, a farla tornare in forma. 
L’ultimo grande restauro della cattedrale protagonista del romanzo di Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, risale agli anni ’90. All’epoca, era stata l’intera facciata ad essere ristrutturata, ma le altre parti della chiesa gotica furono lasciate com’erano. E anno dopo anno il deterioramento di Notre-Dame è diventato insostenibile, con gravi danni e segni di degrado dovuti al tempo che non hanno risparmiato nessun dettaglio. Caduta di gargouille (i celebri doccioni a forma di drago, serpente o di altre figure mostruose che scaricano dalle fauci le acque piovane), pinnacoli in rovina, statue che crollano o perdono pezzi: sono solo alcuni dei danni recensiti dall’arcivescovo della diocesi di Parigi, André Vingt Trois. Nel sito ufficiale della cattedrale parigina, quest’ultimo manifesta la sua inquietudine con queste parole: «Lo stato della cattedrale è giunto a uno stadio in cui le sue strutture non potranno più reggere nel giro di poco tempo e minacceranno la stabilità stessa del monumento, senza parlare della perdita definitiva delle decorazioni scolpite». E ancora: «Gli elementi di arredo (quadri, sculture, tesori, campane, organi...), che costituiscono un insieme unico e prezioso e alcuni dei quali sono oggetto di un utilizzo liturgico intensivo, hanno bisogno di manutenzioni e devono essere periodicamente restaurati da specialisti altamente qualificati, in possesso di un savoir-faire unico». André Finot, responsabile della comunicazione di Notre-Dame, ha ugualmente espresso la sua preoccupazione circa lo stato di salute della cattedrale inaugurata nel lontano 1345: «Abbiamo due gargouille: alla prima manca la testa, che si è staccata un bel giorno d’estate, mentre la seconda è interamente crollata ed è stata sostituita da un tubo». 
Come detto in precedenza, i lavori del grande restauro di cui necessiterà la cattedrale per scongiurare l’ipotesi di danni irreparabili alla sua struttura, sono stimati attorno ai 100 milioni di euro, 10 dei quali serviranno unicamente per il rinnovamento della flèche, la sottile guglia voluta e imposta a metà dell’Ottocento dall’architetto Eugène Viollet-le Duc su ispirazione di quella della cattedrale di Orléans. 
Secondo il portavoce di NotreDame Finot, il problema dei fondi deve essere risolto al più presto e l’auspicio è che intervengano mecenati che abbiano a cuore la sorte della cattedrale, stando a quanto riportato dal quotidiano Le Figaro: «Raccogliamo ogni anno 5 milioni di euro grazie all’elemosina e alle donazioni; lo Stato, dal canto suo, fornisce 2 milioni di euro per la manutenzione dell’edificio. Abbiamo capito che bisognava cambiare passo se si voleva salvare la cattedrale e rivolgersi ai privati». 
L’Sos della diocesi di Parigi è stato lanciato sia in Francia sia negli Stati Uniti, ed è proprio nel paese di Donald Trump che è emerso il maggiore interesse per sostenere la causa. Una fondazione battezzata Amici di Notre-Dame, secondo quanto raccontato dalla rete allnews Bfm.tv, ha ricevuto il benestare dal fisco americano per poter condurre una campagna di raccolta fondi. Gli americani sarebbero i più sensibili alla sorte di NotreDame in ragione del musical firmato da Riccardo Cocciante che dal 2002 riscuote un successo clamoroso. «La commedia musicale Notre-Dame de Paris di Luc Plamondon ha reso Quasimodo e Esmeralda celebri negli Stati Uniti», ha dichiarato a Le Figaro Michel Picaud, ex ingegnere dettosi pronto a contribuire al restauro della cattedrale. E se non saranno gli americani magari interverranno cinesi, russi o arabi, che frequentano Parigi come ogni grande capitale. Spesso sono gli stessi che vendono armi o finanziano il terrorismo islamico che ha colpito così duramente la Francia.